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117ª Assemblea CIMP Cap
Foligno 14-15 ottobre 2009

Bilanci e prospettive

La relazione del Presidente

L’Assemblea, riunitasi a Foligno, presso l’Oasi francescana dei Cappuccini, si è svolta dal 14 al 15 ottobre ’09, esordendo con la relazione triennale del Presidente (2006-2009). In essa si fa subito riferimento al Capitolo generale 2006 e, a un mese di distanza da quel Capitolo, la Conferenza ha tenuto a Manoppello (PE) la sua Assemblea elettiva (ottobre 2006) e, con la visita del neoeletto Ministro generale, ha cominciato subito a tracciare le linee essenziali per il triennio: la rivitalizzazione del carisma cappuccino in Italia e la sua trasmissione alle nuove generazioni.

A partire da quella 108a Assemblea, il Presidente ha fatto un excursus delle Assemblee successive, durante le quali si è quasi sempre parlato: a) della rivitalizzazione del Carisma attraverso la revisione delle Costituzioni, b) dell’animazione del VI e VII CPO, c) della qualità della vita fraterna. Per ottenere qualche risultato positivo, quest’ultima richiede, come necessaria conseguenza, il ridimensionamento delle presenze e delle attività.

Il Ministro generale, nell’incontro avuto in occasione dell’assemblea dei Segretariati (Frascati, 25 ottobre 2007), sottolineava la priorità della formazione e l’intenzione di rafforzare l’Ufficio Generale per la Formazione (UGF). In sintonia con quanto l’Ordine si propone, anche la Conferenza Italiana si è impegnata nella revisione del Progetto Formativo dei Cappuccini italiani, che nel 1993 si è imposto come una pietra miliare. Ora è stato ripreso e, considerandone la validità, si ritiene opportuno procedere ad alcune modifiche, sulla base dei documenti emanati successivamente della Chiesa e dell’Ordine. È in questa progettualità a tutto campo che si colloca l’attività dei Segretariati, la solidarietà del personale e la gestione dell’economia fraterna.

Diverse rimangono le prospettive da affrontare nel prossimo triennio: alcune sono la continuazione di quanto si è fatto finora (Costituzioni, Progetto Formativo, Economia fraterna…), altre riguardano le collaborazioni interprovinciali e con le circoscrizioni dell’Ordine, compresa l’apertura verso l’Europa. Un ulteriore cammino, in linea con l’aspetto itinerante e minoritico del nostro Carisma, riguarda l’impegno per la giustizia, la pace e la Salvaguardia del Creato, l’aiuto agli emigranti e l’accompagnamento dei frati in difficoltà.

L’Assemblea ha accolto con soddisfazione l’impostazione e l’attività della Segreteria di questo triennio, perché corrisponde a quanto indicato dallo Statuto ed offre un servizio qualificato alle Province italiane. Si è visto, inoltre, quanto sia opportuno tenersi in contatto con la Segreteria per un legame di continuità, non solo con la Conferenza, ma anche per l’inserimento in progetti interfrancescani in Italia.

Lo Statuto dei Segretariati secondo la nuova impostazione, dopo sette anni (2000-2007), ha concluso la fase di sperimentazione, e due anni fa è stato definitivamente approvato (Erice, 20-22 giugno 2007). Si è chiarito lo specifico dei Segretariati, che diventano dei laboratori di ricerca, ricoprendo a livello nazionale un ruolo di animazione e sensibilizzazione; a livello provinciale, invece, i Segretariati sono chiamati a porre l’attenzione alla vita reale dei frati, in modo che le loro attività, per quanto è possibile, siano conformi al cammino di riforma dell’Ordine. I Segretariati nazionali, quindi, devono elaborare delle piste di orientamento utili alla vita concreta delle Province, colorandola di quella sensibilità aggiornata e condivisa, auspicata dalla Chiesa di oggi. I Segretari ed i responsabili dei Servizi mettano, dunque, a disposizione di tutti la loro preziosa opera di animazione in questa circoscrizione dell’Ordine.

La CIMP Cap rimane una delle Conferenze più numerose dell’Ordine (i Cappuccini italiani sono circa 2500, cioè il 24% di tutto l’Ordine). Se da un lato questo è motivo di compiacimento, dall’altro i frati italiani avvertono una certa responsabilità nei confronti dell’Ordine stesso. Molte sono le iniziative con le quali i frati italiani hanno prestato la loro collaborazione all’Ordine e, inoltre, la Conferenza avverte una costante sintonia con i progetti proposti dal governo centrale, grazie alla presenza del Vicario generale e Definitore di area, fr. Felice Cangelosi. Il recente incontro tra il Definitorio generale e la CIMP Cap (Venezia, 1-4 giugno 2009) si è svolto in un clima di confronto fraterno e di dialogo sereno; ora si attende una valutazione su quanto è avvenuto per riflettere ed elaborare una conseguente progettualità.

In questo triennio, i rapporti di collaborazione con l’Unione dei Ministri Provinciali Francescani d’Italia sono stati sempre molto vivi e costruttivi, e si sono felicemente coronati con l’avventura del Capitolo Internazione delle Stuoie (Assisi-Roma, 15-18 aprile 2009), dove l’incarico di Presidenza, la gestione della Segreteria operativa e l’organizzazione della liturgica conclusiva sono state affidate ai Cappuccini. Ma, se la collaborazione interfrancescana con il Primo Ordine ha segnato un grande passo in avanti, non si può dire la stessa cosa del Movimento Francescano Italiano (MOFRA), pur coprendo come CIMP Cap l’incarico di presidenza e di segreteria. Gli aspetti amministrativi ed editoriali sono stati ben curati, ma l’organizzazione di questo Movimento necessita di una maggiore stabilità. Il Presidente, fr. Aldo Broccato, ha auspicato, infine, una maggiore collaborazione con i religiosi che operano in Italia. In questo ambito l’apporto dei Cappuccini non è eccellente.

Linee programmatiche

Il dialogo in aula si è soffermato in un primo momento sul cammino fatto dalla Conferenza sulla revisione delle Costituzioni. La Commissione incaricata ha concluso il capitolo VI. Rimangono ancora sei capitoli prima di completare la revisione del testo da presentare al Capitolo generale del 2012. Al punto in cui si è giunti non si può ancora capire se si procederà o no alla stesura di un testo statutario. Le norme che esulano dal testo costituzionale potrebbero, com’è tradizione per l’Ordine cappuccino, confluire nelle Ordinazioni. Sull’argomento la CIMP Cap avverte che ha l’autorevolezza per potersi esprimere, e non è da scartare l’ipotesi di un CPO sull’ottavo capitolo che descrive il modo di governare dell’Ordine. Insomma, l’Assemblea dei Ministri provinciali desidera arrivare preparata al Capitolo generale 2012; pertanto, nella sua programmazione deve tener presente due obiettivi: a) in ogni assemblea mettere a tema qualche argomento chiave che riguarda tale revisione; b) formulare delle proposte in ordine alla formazione dei frati.

Un argomento che ha impegnato l’Assemblea è stato quello delle collaborazioni interprovinciali. Una breve panoramica delle esperienze fatte, rivela che alcune zone hanno fatto dei passi concreti per una collaborazione, integrazione, unificazione tra le tre Province. In tutte le altre Province la formazione iniziale è ovunque interprovinciale e, inoltre, si colgono qua e là delle esperienze concrete di animazione pastorale interprovinciali. Forse, mancano una riflessione sistematica ed una analisi che possano individuare gli aspetti positivi e negativi per un sano orientamento futuro. Va meglio precisata la metodologia delle collaborazioni, che richiede una sana revisione e strategie più coinvolgenti, anche in vista della convocazione di ulteriori capitoli zonali, che non si devono limitare ai soli definitòrii provinciali, ma devono essere aperti in percentuale anche ai frati. Tutti, comunque, concordano che, a livello zonale, le collaborazioni vanno intensificate. Qualcuno avanza l’ipotesi di poter integrare nella Conferenza italiana altre zone limitrofe all’Italia e vicine alla nostra cultura.

Sulla formazione iniziale alcuni avvertono l’urgenza di precisare ulteriormente il percorso dei nostri studi. È certo che ci sono le collaborazioni interprovinciali in atto, ma il piano degli studi deve rispondere alle indicazioni date dalla Congregazione e ai parametri di verifica indicati dal processo di Bologna. Quando nella nostra formazione iniziale si parla di modello condiviso, ci si riferisce ad un denominatore comune valido per tutti, per arrivare successivamente a precisare le varie fasi, quali: l’accoglienza, il postulato, il noviziato, il postnoviziato. Sono tappe previste dalle Costituzioni, ma richiedono un’attenzione maggiore perché da queste dipendono gli stili di vita e la qualità della vita fraterna, che offre alla persona l’ambiente adatto per uno sviluppo armonico. Per questa ragione i Ministri provinciali hanno espresso una grande attesa per la revisione in atto del Progetto Formativo e, mentre riconfermano la fiducia nella Commissione, hanno avvertito l’attualità del Progetto.

L’argomento scottante della formazione permanente dei frati tocca da vicino la qualità della vita fraterna, come pure il tenore della loro azione apostolico-pastorale. Parlando dei Segretariati, in particolare del Servizio della pastorale sanitaria, l’argomento si è aperto sullo stile che deve guidare questi nostri organismi di animazione. I quattro Segretariati hanno ampio spazio di creatività, ma per rilanciare i diversi servizi apostolici o fraterni che i frati svolgono, è giocoforza portare avanti una formazione permanente, specifica e qualificata. L’attuale crisi, dovuta ai rapidi cambiamenti, investe tutta la nostra vita, e questa non deve essere motivo di scoraggiamento, ma un’opportunità per coinvolgere in sinergia i frati e tutto l’ambiente che li circonda. È importante oggi rifarsi ad un modello di “Chiesa comunione”, dove ogni cellula, anche se piccola, ha la sua vitalità. Nel nostro specifico ambito di francescani cappuccini è importante portare avanti un’idea di fraternità allargata, dove i frati siano in grado di costruire rapporti fraterni con la Chiesa locale e con il mondo che li circonda. Perciò va curata la qualità dell’animazione, per la quale non si può fare a meno dei laici, dei movimenti ecclesiali, di una adeguata conoscenza della cultura attuale, dell’utilizzo di strumenti che guidino la sperimentazione, la pianificazione e la verifica. In questo processo si può arrivare al collaudo di valide esperienze, frutto di collaborazione, condivisione, comunione fraterna che investono ogni aspetto della nostra vita.

I rapporti interfrancescani in questi ultimi anni sono molto maturati. I Ministri generali hanno affidato all’Unione Conferenze Ministri provinciali italiani la programmazione del Capitolo internazionale delle stuoie 2009 che, anche sulla base del grado di soddisfazione emerso dalle schede di valutazione, ha avuto un esito felice. L’OFS ha fatto i suoi capitoli in quasi tutte le regioni italiane. Il Movimento Francescano Italiano, invece, è arrivato ad un punto storico decisivo. Dal 1972 ad oggi, il Movimento era lasciato alla spontaneità carismatica dei singoli; ora è opportuno che venga istituzionalizzato. La CIMP Cap concorda sul fatto che si continui, ma per il futuro sono necessarie maggiori garanzie (revisione dello Statuto, autonomia amministrativa, organismo più stabile…).

Queste linee programmatiche sono state affidate al nuovo Consiglio di Presidenza, che conforme all’esito delle elezioni avvenute il 15 ottobre ‘09, è stato ricomposto con quest’ordine: fr. Antonio Maria Tofanelli, Ministro provinciale dell’Umbria, Presidente; fr. Giovanni Battista Urso, Ministro Provinciale di Calabria, Vicepresidente; fr. Mario Durando, Ministro Provinciale del Piemonte, II Consigliere; fr. Roberto Genuin, Ministro Provinciale del Veneto-Friuli, III Consigliere; fr. Luciano Baffigi, Ministro Provinciale della Toscana, IV Consigliere.

Dopo aver discusso sugli aspetti programmatici ed aver individuato le persone che devono portarli avanti, l’Assemblea si è soffermata su alcuni aspetti pratici della vita della Conferenza e si conclude recandosi in pellegrinaggio all’urna della Beata Angela da Foligno.

Il Segretario
Fra Mariano Steffan

 

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