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Formazione Permanente

Frati Minori cappuccini d'Abruzzo

 

 

L'AQUILA S. CHIARA, affreschi e biblioteca

21 aprile 2017

 

 

Affreschi e Biblioteca di Santa Chiara in mostra per le giornate del FAI

Sabato 25 e domenica 26 marzo la Delegazione di L’Aquila del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) ha organizzato nell’ambito delle Giornate FAI di Primavera un tour guidato su Borgo Rivera, l’antico e suggestivo sobborgo aquilano che vanta singolari e preziosi tesori ambientali ed architettonici.

Il  percorso ha incluso delle perle preziose del patrimonio architettonico ed ambientale aquilano, quali la Chiesetta di Santa Maria del Ponte, la Fontana delle 99 Cannelle , il Parco delle Acque e l’antico Monastero di Santa Chiara d’Aquili, oggi Convento dei Santi Francesco e Chiara, abitazione dei Frati Cappuccini dal 4 ottobre 1879. Stimata la presenza di circa 1200 visitatori, accompagnati nel loro tour dagli “apprendisti ciceroni”, studenti delle scuole superiori che hanno accompagnato i presenti alla scoperta dei tesori aquilani. Prima tappa del percorso, il Convento di Santa Chiara ha messo in mostra per l’occasione 3 affreschi restaurati, la Biblioteca antica e la Biblioteca moderna, sistemate a seguito del terremoto del 2009.

- Situato nel corridoio di ingresso del Convento, ad aprire il tour il 1°affresco della Deposizione dalla Croce. Non è noto l’autore e dalle fattezze del dipinto si presume che sia stato realizzato nel ‘600. L’affresco raffigura l’immagine della deposizione dalla croce del Signore. Nella scena sono presenti la Madonna, San Giovanni ed altre due donne. Secondo i sinottici, Maria di Màgdala e Maria madre di Giacomo e Giuseppe erano presenti sia al momento della morte che alla sepoltura di Gesù. Non si dice che fosse presente anche la Madonna. Il Vangelo secondo Giovanni riporta invece che stavano presso la croce la Madonna, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala e, accanto alla Madonna, il discepolo che Gesù amava, cioè San Giovanni. La deposizione avvenne ad opera di Giuseppe di Arimatea, che si occupò anche della sepoltura. Si può dunque assumere che l’autore si fosse ispirato al brano evangelico del Vangelo secondo Giovanni, in cui sono presenti la Madonna e San Giovanni, e che le due donne della scena fossero Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.

 

- A seguire un altro affresco avente per tema la Deposizione dalla Croce, collocato nell’antisacrestia. Anche di questo non si conoscono l’autore e la data. Al centro della scena la Madonna che ha tra le braccia Gesù deposto, qui circondata da due personaggi con l’aureola. I due personaggi potrebbero essere San Giovanni e Maria di Màgdala, il cui culto si diffuse nell’Occidente dal XI secolo e che è stata spesso raffigurata, a partire dal Medioevo, con i capelli lunghi sciolti, spesso biondi, identificata con la donna peccatrice  che aveva asciugato i piedi del Signore con i suoi capelli. I capelli lunghi e sciolti erano un allusione alla condizione di prostituta in quanto le donne per bene andavano in giro con i capelli raccolti.

 

 

 

- Terzo ed ultimo affresco l’Adorazione dei Magi. Posto nella sacrestia, l’affresco è attribuito a Francesco di Montereale, pittore aquilano tra i più apprezzati del suo tempo ed autore di numerose operepresenti in altre chiese aquilane e nel Museo Nazionale d’Abruzzo. La scena riporta sulla sinistra la Madonna, San Giuseppe e Gesù, con l’aureola, e sulla destra i magi. Singolare la presenza dei 3 cavalli alle spalle dei Magi, al posto dei cammelli, che potrebbero alludere ai 3 cavalli dell’Apocalisse di colore bianco, nero e rosso fuoco. Sullo sfondo i tipici personaggi del presepe: si intravedono il bue, i pastori ed il caratteristico paesaggio campestre che accompagna tradizionalmente le scene della Natività.

 

 

Il percorso è continuato con la visita alla Biblioteca antica.

Curia provinciale dal 1919 e divenuto studio di teologia nel 1891, per poi continuare ad essere sempre in vari modo luogo di formazione,  a Santa Chiara si è sentita presto l’esigenza di una biblioteca rispondente alle esigenze di un luogo di studio  per la preparazione dei giovani frati avviati al sacerdozio. Dalla seconda metà degli anni ’60 del XX secolo, la Biblioteca di Santa Chiara è dislocata in due ambienti distinti e divisa in fondo antico e fondo moderno.

Fu allora infatti che Padre Bernardo La Verghetta da Vasto, che può essere considerato il vero fondatore della Biblioteca nella struttura e fisionomia odierna, fece trasferire il fondo moderno in locali accessibili dal piazzale del Convento e lo fece sistemare in una nuova scaffalatura metallica. Per l’apertura al pubblico venne arredata una sala di lettura e venne totalmente rinnovato il precedente catalogo cartaceo. Il fondo antico restò invece in un locale interno al Convento, riservato ai frati.

Il fondo antico conta oggi :

·      circa 4000 volumi del Seicento e del Settecento;

·      circa 700 volumi del Cinquecento

·      12 Incunaboli

·      1 pergamena

e comprende le sezioni di Patrologia latina, Filosofia scolastica, Storia della Chiesa, Storia e Spiritualità francescana, Letteratura italiana e latina e le varie branche della Teologia.

Il fondo moderno, ultima tappa della visita al Convento, conta circa 40000 volumi e 75 periodici (dei quali 45 attivi).

Tra le tante sezioni spicca l’Abruzzesistica, curata dall’attuale Responsabile della Biblioteca, erede di Padre Bernardo da Vasto, Padre Bruno Cipriani, Bibliotecario provinciale e Superiore del Convento.

A breve la riapertura al pubblico del fondo moderno, che metterà a disposizione la sala di lettura.

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