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Formazione Permanente

Frati Minori cappuccini d'Abruzzo

 

 

Madonna dei Sette Dolori

Quest'anno ricorre i 500 anni della Riforma Protestante a cui seguì poi la Controriforma cattolica col Concilio di Trento: Certamente, oggi, i rapporti tra le varie confessioni cristiane sono molto diverse da quelle del sedicesimo secolo. Mi sembra opportuno, nella Festa della Madonna dei Sette Dolori, far conoscere l'atteggiamento dei Protestanti sulla devozione alla Madonna. Nei primi secoli della Riforma Protestante l'atteggiamento verso la devozione a Maria era ritenuta: "la somma di tutte le eresie", mentre nella Chiesa Cattolica, in contrapposizione, si accentua la devozione a Maria con la proclamazione dei dogmi dell'Immacolata Concezione e dell'Assunzione al cielo con grande sviluppo della devozione popolare alla Madonna. Ma col fiorire del movimento ecumenico e col sorgere nell'area della Riforma di nuove forme di vita comiunitaria (comunità di Taizè) o quella luterana delle Sorelle di Maria) e soprattutto con il Concilio Vaticano II, si è passato dalla contrapposizione al confronto ed arrivare, anche in campo protestante, a una riscoperta di Maria e ad un atteggiamento di lode verso di Lei. Lutero, in un'epoca in cui la pietà mariana popolare si era molto deteriorata, non è affatto ostile alla figura di Maria. E' molto profondo il suo commento al "Magnificat", quanto piuttosto ai vari abusi teologici e cultuali  a Lei relativi. I Riformatori poi abbandonarono la devozione a Maria cone fosse un disturbo al vero culto di Cristo. Oggi, a livello di dialogo ecumenico, dei buoni passi si sono fatti anche in questo campo: Basta pensare a quanto è espresso in alcuni testi elaborati durante gli incontri ecumenici.

Dichiarazione ecumenica di Saragozza. "Noi riconosciamo in comune che ogni lode cristiana è lode a Dio e del Cristo. Se lodiamo i santi, e in particolare la Vergine Maria come Madre di Dio, questa lode è fatta essenzialmente alla gloria di Dio che "glorificando i Santi corona i propri doni". (Prefazio latino dei Santi). Questa lode si esprime nella liturgia, negli inni e nella vita dei fedeli. Ciò corrisponde alla parola del Magnificat: "Tutte le generazioni mi chiameranno beata. (...). Così come un cristiano può e deve pregare per gli altri, allo stesso modo noi pensiamo che i santi che hanno già raggiunto la pienezza di Cristo e tra i quali Maria occupa i primo posto, possono pregare e pregano per noi peccatori che sulla terra lottiamo e soffriamo. In questo, la mediazione una e unica del Cristo non viene messa in discussione".

Concludo con le parole di S. Giovanni Paolo II nell'Enciclica Redemtoris Mater al n. 30: "Perchè, dunque, non guardare a Lei tutti insieme come alla nostra Madre comune, che prega per l'unità della famiglia di Dio e che tutti precede alla testa del lungo corteo dei testimoni della fede nell'unico Signore, Figlio di Dio, concepito nel suo seno verginale per opera dello Spirito Santo?"

Desideriamo, dunque, che la vera devozione a Maria Addolorata crei sempre più l'unità fra le varie confessioni cristiane nello spirito evangelico. (P. Vincenzo Di Marcoberardino)

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