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Famiglia Francescana Secolare

Capitoli Provinciali

La prima autorità della provincia compete al Capitolo provinciale, i cui membri riuniti in fraterna comunione rappresentano tutta la provincia.
Il Capitolo provinciale ordinario sia indetto e convocato ogni tre anni dal ministro provinciale, ottenuta l'autorizzazione del ministro generale con il consenso del definitorio . Il ministro generale ha la facoltà di permettere che il Capitolo, per un giusto motivo, sia celebrato sei mesi prima o dopo del triennio.
Si può celebrare il Capitolo straordinario, che viene convocato dal ministro provinciale con il consenso del definitorio, per trattare i problemi principali della vita e dell'attività della provincia, della sua viceprovincia e della custodia.
Nel Capitolo ordinario e straordinario hanno voce attiva: il ministro generale, se presiede, il ministro provinciale e i definitori provinciali, i frati ai quali il Capitolo ne ha concesso il diritto, i viceprovinciali e i superiori regolari, i delegati della provincia, i delegati delle viceprovince e delle custodie, tenuto presente quanto è stabilito dal numero 113,5.
Se qualche provincia vuol celebrare il Capitolo a suffragio diretto, cioè con la partecipazione di tutti i frati professi perpetui, lo stabilisca la maggioranza di due terzi dei votanti in una consultazione generale, alla quale devono partecipare almeno il settantacinque per cento (75%) di tutti i frati di professione perpetua; la decisione poi venga inserita nel regolamento per la celebrazione del Capitolo. Sono obbligati a partecipare al Capitolo tutti i frati che hanno fatto la professione perpetua; se qualcuno di loro non può intervenire, lo comunichi al ministro provinciale e suo definitorio , i quali hanno il diritto di conoscere e giudicare il caso. Solo i frati realmente presenti in Capitolo hanno diritto di voto. Inoltre partecipano al Capitolo provinciale i viceprovinciali , i superiori regolari e i delegati delle viceprovince e delle custodie, secondo il regolamento per la celebrazione del Capitolo della provincia.
Se il superiore della viceprovincia o custodia non può partecipare al Capitolo per ragioni gravi riconosciute dal ministro provinciale e suo definitorio , oppure se il suo ufficio fosse vacante, prenda parte al Capitolo il primo o il secondo consigliere, secondo le possibilità.
Nel Capitolo provinciale si trattino i problemi attinenti alla vita e all'attività della provincia, sui quali tutti i frati precedentemente devono essere consultati.
Tutti i capitolari siano informati a tempo debito sull'elenco degli argomenti, preparato dal ministro provinciale e suo definitorio . Ma è lo stesso Capitolo che deve decidere i problemi da trattare.
Nel Capitolo ordinario il ministro provinciale viene eletto secondo il regolamento per la celebrazione del Capitolo, approvato dal Capitolo provinciale.
Il ministro provinciale uscente, se è stato eletto nel Capitolo precedente, può essere rieletto immediatamente soltanto per un altro triennio.
Seguendo il regolamento predetto, poi si eleggano quattro definitori provinciali, eccetto che il ministro generale con il consenso del definitorio non creda opportuno che se ne abbia un numero maggiore; di questi la metà può essere degli eletti nel Capitolo precedente.
Poi tra i definitori si elegga il vicario provinciale, il quale, in forza dell'elezione, diviene primo definitore.
Nell'elezione dei definitori il ministro provinciale uscente ha soltanto la voce attiva.
Il ministro provinciale eletto esercita l'ufficio come delegato del ministro generale fin quando la sua elezione non sarà confermata.Avvenuta l'elezione o la nomina del ministro provinciale e dei definitori, i frati continuano ad esercitare i propri uffici fino a quando non sarà provveduto diversamente. Questa norma, con le debite differenze, vale anche per le viceprovince e le custodie.

(Costituzioni dei Frati Minori Cappuccini. Il Governo delle Province, art.4., n.124.125.127)

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