Monastero Invisibile

Perchè questa proposta?

Con sempre maggior frequenza capita di incontrare dei cristiani che esplicitamente sottolineano quanto sia stato per loro importante l'avere incontrato delle persone totalmente consacrate a Dio (frati, suore, sacerdoti, missionari, … ) che sono state uno strumento prezioso nelle mani del Signore… per condurli a Lui, per sostenerli nel cammino di crescita umana e cristiana.

Da questa e da molte altre considerazioni, senza nulla togliere allo specifico contributo che possono e devono dare i fedeli laici, emerge come sia di vitale importanza che la testimonianza-servizio della vita consacrata perduri, con vitalità, nell'oggi e nel domani della Chiesa e del mondo. Le vocazioni di speciale consacrazione sono una realtà che non riguarda semplicemente qualcuno, ma riguarda tutti. Queste vocazioni sono davvero un dono: un dono per chi riceve questa chiamata e un dono per tutti, perchè la persona consacrata è al servizio di Dio e di tutti.

Il Signore Dio vede le necessità della Chiesa e dell'umanità: Lui vede e si muove, chiama, manda; Lui la sua parte la fa e bene, con fedeltà, senza mai stancarsi. Lui e il migliore e il più fedele alleato dell'uomo: non vuole the manchi in mezzo al suo popolo la testimonianza-servizio delle persone consacrate. Uomini e donne chiamati dal Signore a una vita di speciale consacrazione ci sono perciò anche oggi come sempre. Infatti quello di oggi non e un problema di "chiamata", ma un problema di ascolto del Signore che chiama, di risposta generosa, di adesione gioiosa e forte al progetto di Dio. Oggi, frastornati come si e da un'infinità di messaggi e di progetti, tutti seducenti, si rischia di chiudere il cuore e la vita di fronte alla chiamata progetto di Dio e con estrema fatica si riesce a formulare con liberty e verità la domanda di Francesco d'Assisi: "Signore, che cosa vuoi che io faccia?".

Oggi, chi e chiamato dal Signore alla vita consacrata, deve affrontare una dura lotta: una lotta con se stesso, col proprio egoismo, con le proprie paure, con l'orizzonte ristretto di progetti concentrati sul proprio io; una lotta con la famiglia, assai spesso non disposta a rinunciare, per il Signore, a progetti confezionati sulla persona del proprio figlio o della propria figlia; una lotta contro la mentalità corrente, che non coglie il valore di tutto ciò che non e traducibile in moneta, in prestigio, in piacere; una lotta, a volte, anche contro un certo attivismo delta comunità ecclesiale, talvolta più presa dai "molti servizi" che attenta a promuovere e sostenere cammini personali di ascolto e di risposta al Signore che chiama.

In ogni caso la chiamata di Dio non può, non dev'essere soffocata: sarebbe come soffocare la vita, imprigionare d'amore, chiudersi alla vera gioia che il Signore ci dona.

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