Personaggi - Cappuccini conosciuti

Lazaro Iriarte da Aspurz

Francescanologo della Provincia di Navarra Cantabria Aragon

(1913-1997)

Romualdo Iriarte Iturri (Padre Lazaro) nacque ad Aspruz, piccolo paese dei Pirenei nella provincia di Navarra (Spagna) il 31 luglio 1913. Fonte principale della sua vocazione sono stati i suoi genitori e la sua famiglia. Ancor giovanissimo, incominciò la sua vita da cappuccino nel 1926 entrando nel Collegio Serafico di Alsasua (Navarra). Nel 1931, finito il quinquennio di formazione iniziale, andò a Sanguesa (Navarra), indossò l'abito dei Cappuccini e incominciò l’anno di noviziato, terminato il quale emise la professione (15 agosto 1932). Incomincia gli studi di filosofia (Fuenterrabia 1932-1935) e di teologia (Pamplona 1935-1939), portandoli a termine, nonostante il periodo di guerra che si stava attraversando in Spagna. Il 9 aprile 1939 fu ordinato sacerdote.

Terminati gli studi primari, invece di soddisfare il suo grande ideale di missionario in Cina, i superiori lo mandarono all’università Gregoriana a Roma per studiare Storia Ecclesiastica, dove conseguì il dottorato nel 1942 con una tesi dal titolo: La aportación extranjera a las misiones españolas del patronato regio, pubblicata poi nel 1947. Ritornò in Provincia e per 21 anni insegnò nello Studentato Teologico di Pamplona (1942-1963) e svolse il compito di direttore di uno studentato che , in media, aveva 30 40 alunni ogni anno. Furono questi gli anni che consolidarono la sua figura di professore e di scrittore, oltre che di confidente e direttore spirituale.

Nel marzo del 1963 fu nominato maestro dei novizi. Diverse testimonianze confermano della preziosità e competenza con cui ha svolto questo suo delicato compito. In questi anni si prodigò molto per la sua Provincia di Navarra-Catalonia-Aragon da essere considerato per antonomasia il “formatore della Provincia”. Tuttavia l’obbedienza lo chiamò a Roma. Fu il Ministro generale, Clemente da Vlissingen, che passando in visita alla Provincia gli chiese di svolgere il compito di Rettore del Collegio Internazionale dell’Ordine. Padre Lazaro ebbe una prima reazione di rifiuto perché non si sentiva adatto a tale compito, ma tre giorni dopo scrisse al Ministro generale dicendogli che accettava questo incarico “in un momento nel quale l’Ordine, in un’ora così delicata della sua storia, mi chiede un sacrificio”. Dal 1964 al 1970 diresse il Collegio internazionale dell’Ordine, proprio mentre si stavano rifacendo le Costituzioni (1964-1968) e trasferendo il Collegio internazionale da Via Sicilia al Gran Raccordo Anulare (1968). Nel 1965, ad esempio, dei 94 studenti del Collegio internazionale, 55 erano italiani e la differenza dei criteri valutativi tra gli italiani  non era più che evidente. Ebbe il coraggio di organizzare un “Seminarium de re franciscana” per creare una piattaforme comune d’intesa e di sintesi di spiritualità francescana. In quegli anni lavorò assiduamente per il Capitolo generale straordinario sulle nuove Costituzione e per la creazione dell’Istituto Francescano di Spiritualità (IFS), dove per diversi anni fu Profes­sore.

Nel Capitolo generale ordinario del 1970, quando venne eletto Ministro Generale Pascual Rywalski, anche Padre Lazaro Iriarte e Padre Optatus van Asseldonk furono eletti definitori e, con tutto il Definitorio generale, diedero un impulso straordinario alla spiritualità francescana cappuccina. Subito dopo quel Capitolo generale, l’Ordine creò un “officium pro monialibus” e il Ministro generale vide in Padre Lazaro la persona adeguata per questo ufficio.

Terminato il suo incarico di definitore generale (1976), mantenne quello di Assistente generale delle clarisse e rimase a Roma, prima nel Collegio internazionale e poi nel convento dei cappuccini a Frascati. Il 3 dicembre del 1997, quando la sua agenda era ancora piena di impegni, subì un’embolia cerebrale che una settimana dopo (10 dicembre) lo portò alla morte. Fu sepolto nel “Sepulcrum Cappuccinorum” del cimitero del Verano a Roma.

Sulla vita di Padre Lazaro Iriarte si può veramente dire che seppe testimoniare la visione francescana rinnovata conforme a quanto suggerito dal Concilio Vaticano II, e cioè: i frati «facciano attenzione che sopra ogni altra cosa devono desiderare di avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione…» (Regola di san Francesco, X, FF 104).