Personaggi - Cappuccini conosciuti

 Optato (Janus) van Asseldonk da Veghel

Francescanologo della Provincia di Olanda

(1909-1999)

Janus van Asseldonk (Padre Optato) è nato a Veghel in Olanda, nella provincia di Bramante, l’8 settembre 1909. Quarto di sette fratelli e battezzato d’urgenza per problemi di salute, gli fu aggiunti il nome di Marianus Maria, proprio il giorno in cui il papa Pio X approvò in perpetuum l’Ordine Cappuccino come famiglia francescana autonoma.

Dal 1922 al 1928 entrò nel seminario minore di Langeweg, poi passò nel noviziato a Tilburg. A Udnenhout e a Helmond trascorse sei anni per completare gli studi di filosofia e teologia.

Venne ordinato sacerdote nel 1935 e subito dopo partì per Roma, dove nel 1939 conseguì la licenza presentando la figura e la spiritualità di un cappuccino inglese della provincia di Parigi, Benedetto da Canfield, che gli specialisti chiamarono “il Giovanni della Croce francese”.

All’inizio della seconda guerra mondiale ritornò in Olanda e qui nel convento di Udnenhout, con due professori della università Gregoriana, difese la tesi di dottorato (1943), divenendo subito professore di Storia Francescana nello scolasticato della Provincia di Bramante. Due anni dopo, accusato ingiustamente di essersi impegnato nella resistenza contro il suo governo, fu mandato ad insegnare latino e religione nel seminario minore. Poi, invece, dal 1951 al 1964 ritornò ad Udnenhout e vi rimase fino al 1964.

Incominciò a scrivere temi che riguardano lo spirito di san Francesco, di santa Chiara. La spiritualità dei Cappuccini olandesi; temi tanto apprezzati che dal 1958 al 1965 fu nominato direttore della rivista “Franciscaans Leven”. In quel periodo, però, non si limitò allo studio, ma svolse una preziosa opera di apostolato con il Terz’Ordine, per la formazione cristiana della gioventù e in aiuto alle famiglie numerose.

Dal 1964 è di nuovo a Roma perché chiamato da Clementino da Vlissingen, Ministro generale e suo carissimo amico. L’Ordine voleva comporre le nuove Costituzioni e vi lavorò tenacemente con Ottaviano Schmucki. “Considero il lavoro delle Costituzioni – afferma successivamente – come la parte più importante della mia vita”.

Fu nominato Rettore del Collegio Etiopico (1964-1970), e fu l’ultimo cappuccino ad esserlo. Dopo di Lui è subentrato un rettore etiopico, e da allora in poi si continua così. Come Rettore abitava nei giardini vaticani e lavorava per la Segreteria di Stato, curando la corrispondenza con l’Olanda e presentando regolarmente un lavoro di sintesi della stampa olandese, che Paolo VI leggeva regolarmente.

Nel 1968 lo troviamo nel Capitolo Generale straordinario, che approvò definitivamente il testo delle nuove Costituzioni. Da allora fino al 1982 si è spesso impegnato nei Capitoli generali e nei Consigli Plenari dell’Ordine come delegato dell’Olanda, come definitore, come esperto. Lavorava con tanta passione per il rinnovamento dell’Ordine e della Chiesa.

Dal 1974 al 1986 è Preside dell’Istituto Francescano di Spiritualità (IFS), affidato dall’Antonianum ai Cappuccini. Dopo questi 12 anni d’insegnamento gli è succeduto Luigi Padovese che vi rimase fino al giorno in cui fu eletto vescovo e nominato Vicario Apostolico dell’Anatolia (2004). In quella terra, e precisamente a Iskenderon, Mons. Luigi Padovese venne ucciso il 3 giugno 2010.

Il lungo elenco delle pubblicazioni di Padre Optatus è stato pubblicato in: Due volti del Francescanesimo, Miscellanea in onore di Optatus van Asseldonk e Lazaro Iriarte, ed. Collegio S. Lorenzo da Brindesi, Laurentianum, Roma 2002, pp. 27-51.

Nel dicembre 1999 partì da Roma per l’Olanda e il Belgio “non per vacanze, ma per apostolato”, precisa lui stesso. Molte erano le conferenza che doveva tenere e tante le proposte di traduzione di testi che intendeva portare avanti, ma il giorno di Natale, quando andò in curia provinciale a s-Hertogenbosch, non era vivace come al solito. Il 27 dicembre gli fu consigliato il ricovero in ospedale per un leggero ictus, ma nel pomeriggio del giorno dopo entrò in coma e morì il mattino del 29 dicembre. E fu quel giorno che, per dirlo con un’espressione sua, cominciò “la sua sesta gioventù” nell’eternità.