Personaggi - Cappuccini conosciuti

Bibliografia

  • 8 dicembre 1921. Padre Teodosio, figlio di Mannucci Pietro e Barricati Elisa, nacque nella parrocchia di S. Bartolomeo in Teverina, Comune di Cortona (AR) e due giorni dopo fu battezzato nella chiesa di S. Lorenzo Martire a Ruffiano. Ricevette la cresima nella chiesa Cattedrale di Cortona.
  • 19 settembre 1934. Accolto nei seminari serafici dei Cappuccini,  compì gli studi ginnasiali prima nel Seminario di Ponte a Poppi e poi in quello di Montevarchi.
  • 4 luglio 1939. Ammesso alla vita religiosa, vestì l’abito dei Cappuccini nel convento di Cortona. Compì l’anno di Noviziato sotto la direzione di P. Lorentino Chianucci da Vitiano.
  • 2 agosto 1940. Emise la Professione Temporanea. Ripreso il corso degli studi, fu nel convento di Arezzo e a Siena per lo Studio Liceale-filosofico.
  • 1943-1944. Inizia lo Studio della Teologia, prima nel convento di S. Miniato (PI).
  • 2 agosto 1943. Emise la Professione Solenne (perpetua) nelle mani di P. Teofilo Bennati dal Pozzo.
  • 1944-1947. Completò il corso teologico nel convento di Firenze-Montughi. In quel periodo fu anche ammesso agli Ordini sacri: Tonsura, Ostiariato e Lettorato, Esorcistato e Accolitato, (1944-45); Suddiaconato, Diaconato, Presbiterato (1946-1947).
  • 1947-1951. Fu inviato a Roma, Collegio internazionale, dove frequentò la Pontificia Università Gregoriana nella Facoltà di Diritto Canonico, che poi perfezionò al Pontificio Ateneo Lateranense.
  • 1951. Ritornato in Provincia, fu nominato Lettore nello Studio Teologico di Montughi. Esercitò l’insegnamento e fu, al tempo stesso, cappellano nell’ospedale psichiatrico di S. Salvi, a Firenze.
  • 1953-1956. Presentò la tesi di Dottorato “utroque jure” e svolse le mansioni di lettore, Direttore degli Studenti e Vicario della fraternità di Montughi a Firenze.
  • 1956-1968. Ricoprì il delicato ufficio di Segretario provinciale e durante questo periodo, per un triennio (1959-1962), fu anche definitore provinciale.
  • 15 novembre 1966. Fu nominato “Giudice della Congregazione per la difesa della Fede” e prestò il giuramento richiesto il 20 novembre seguente.
  • 3 luglio 1968. Nel Capitolo provinciale fu eletto Ministro provinciale con una votazione piena  e confermato nell’ufficio nel Capitolo del 21 Luglio 1971.
  • 1974-1975. Concluso il suo mandato, gli fu affidato l’ufficio di Vicario dei Cappellani nella Fraternità ospedaliera di Careggi.
  • 9 luglio 1975. Fu eletto Ministro provinciale della Provincia di Reggio Calabria.
  • 12 luglio 1976. Nelle elezioni del 78° Capitolo generale fu eletto Definitore Generale. Nella distribuzione degli uffici, all’interno della Curia, a P. Teodosio fu affidato quello di Procuratore Generale e di Presidente del “Consiglio giuridico dell’Ordine”.
  • 1 giugno - 11 Luglio 1982.  Nel Capitolo Generale, libero dall’ufficio di Definitore, P. Teodosio rimase nella Curia Generale come Segretario della Procura dell’Ordine.
  • 20 Aprile 1986. Fu chiamato a ricoprire il ruolo di Definitore Generale per l’area italiana, perché quel posto si era reso vacante.
  • 20 Giugno -13 Luglio 1988. Nell’80° Capitolo Generale pur deposto dall’ufficio di Definitore, e trattenuto nella Curia Generale, a servizio dell’Ordine come Vice-Procuratore e vi rimase per tutto il decennio degli anni del 1990.
  • Dicembre 2001. Ritornò nella Fraternità toscana nel convento di S. Casciano Val di Pesa, a pochi km. da Firenze.
  • 22 settembre 2009. Si trasferì a Firenze nell’Infermeria provinciale.
  • 23 Ottobre 2010. Morì per l’insorgenza di un’embolia polmonare.

Una vita a servizio dell'Ordine

P. Teodosio è arrivato alla soglia dei 90 anni. Ha attraversato tutto il secolo XX e ne ha vissuto i vari momenti con partecipata attenzione. Nella sua vita di frate cappuccino non si è estraniato dal mondo esterno, ma, senza farsi contagiare, ne ha condiviso le contorte vicende.

Dal 4 Luglio 1939 fu frate cappuccino (71 anni), e dal 1 Marzo 1947 sacerdote (63 anni). La sua avventura cappuccina, tuttavia, iniziò il giorno del suo arrivo nel seminario dei cappuccini, a Ponte a Poppi (AR). Vi arrivò con un attestato di forte valenza biografica. Scrisse di lui il suo parroco: “E’ un ragazzo buono, studioso e intelligente. Dimostra molta inclinazione alla vita sacerdotale”.

P. Teodosio, nella sua vicenda religiosa, non smentì mai quel giudizio del suo parroco. Nel periodo, non breve, della sua formazione, dal collegio al noviziato, agli studi superiori fino al sacerdozio, offrì sempre segni inequivocabili di una solida autentica vocazione e di un forte impegno nella condotta e nello studio.

A Roma, nel Collegio Internazionale dei Cappuccini, non solo fu uno studente impegnato, ma offrì soprattutto l'esemplare testimonianza del frate convinto e lieto della scelta compiuta.

Il ritorno nella sua Provincia, con la laurea in Diritto Canonico, lo immise nella vita della Fraternità con responsabilità impegnative. Fu, infatti, lettore e direttore. Anche se non furono molti gli anni dedicati a questo settore della vita religiosa.

All’interno della Fraternità Provinciale, invece, fu chiamato a svolgere delicati compiti di alta responsabilità. A parte i 12 anni di Segretario Provinciale, che lo videro diligente “frate di ufficio”, non possiamo dimenticare l’esperienza compiuta nel governo della Provincia religiosa, nel periodo, non propriamente felice, del dopo-concilio.

P. Teodosio fu Ministro Provinciale negli anni 1968-1974: un periodo sommamente impegnativo, data la celebrazione del Capitolo generale (11 agosto - 25 ottobre 1968), dove fu stilato il nuovo testo delle Costituzioni dell’Ordine Cappuccino. P. Teodosio partecipò a quel capitolo. Rimase profondamente colpito dalle nuove istanze affermatesi nel dibattito capitolare e calate nel nuovo testo delle Costituzioni dell’Ordine.

Come Ministro Provinciale ebbe il difficile compito di inocularle nella testa e nello spirito dei suoi frati , formati, nella stragrande maggioranza, nello spirito e nel dettato delle vecchie costituzioni. Non fu cosa facile, anche se P. Teodosio si mostrava entusiasta del nuovo corso storico inaugurato.

Tra le iniziative prese in merito, P. Teodosio ha avuto il coraggio di convocare il 1° Capitolo Provinciale straordinario (20-26 Sett. – 27-31 Dic. 1970) e di far conoscere ai suoi frati i “Decreti Capitolari” approvati, che, nella loro attuazione, avrebbero dovuto mostrare i connotati del volto rinnovato della Provincia religiosa. I due provincialati di P. Teodosio segnano decisamente un modo diverso di essere frati nel dopo-concilio. Sicuramente fu un periodo ricco di iniziative, che incisero nel tradizionale corso storico, decretandone l’esaurimento.

Sotto l’aspetto pratico, in quegli anni, volendo venire incontro alle necessità pastorali della Chiesa, la Provincia Toscana dei Cappuccini si dichiarò disposta ad accettare i servizi parrocchiali. Nel breve spazio di 3 anni, ben 6 furono le parrocchie affidate, in Toscana, alla cura pastorale dei Cappuccini. L’animazione in merito di P. Teodosio trovò una adeguata risposta nei frati.

Nella storia della formazione dei giovani frati, in quegli anni si diede inizio alla collaborazione scolastica tra le Province del Centro-Italia. Ogni iniziativa portava il timbro del rinnovamento e voleva essere una risposta alle istanze dei nuovi tempi. P. Teodosio si trovò coinvolto personalmente nella gestione della nuova problematica, che fermentava nelle nuove generazioni fratesche.

Nel 1974 concluse il suo mandato. Con stile antico, ritornò semplice frate e fu Cappellano nell’Ospedale fiorentino di Careggi, ma un anno dopo fu distratto, perché arrivò inattesa la nomina a Ministro Provinciale della Provincia cappuccina di Reggio Calabria. Anche qui, l’intervallo fu breve: l’anno seguente nel Capitolo Generale (1976) fu eletto Definitore Generale, e si trasferì a Roma.

Nella Curia generale ha lavorato 25 anni: ci è invecchiato e ci ha perso un po’ la testa! A parte gli anni, in cui fu Definitore Generale (8 anni), nei restanti (17 anni) fu un vero “operaio” della Procura Generale. Tutti i problemi giuridici dell’Ordine passarono per le sue mani o furono sottoposti al suo studio. Come sappiamo, fu anche Presidente del “Consilium juridicum” dell’Ordine e poi membro del medesimo. Una voluminosa raccolta offre una visione chiara dei tanti problemi sottoposti al suo studio e dei tanti frati, che a lui ricorrevano per consiglio e soluzioni giuridiche.

Nei locali del sottosuolo della Curia trovò l’ambiente adatto per l’istallazione di una tipografia domestica. Aveva “il pallino” per simili lavori e rese un servizio prezioso alla Fraternità dell’Ordine, data anche la ricca produzione “letteraria” della curia. P. Teodosio fece di quei locali il suo piccolo “regno”, ove poté soddisfare il proprio hobby, rendendolo fecondo di fraterno servizio. Già lo era stato, durante il mandato di Ministro Provinciale, a Firenze.

Era difficile trovare P. Teodosio disoccupato. Oltretutto la sua fraterna disponibilità favorì il ricorso alla sua competenza giuridica da parte di tanti confratelli. Basterebbe pensare alle tante Province Cappuccine italiane, in cui fu inviato a presiedere il Capitolo Provinciale.

In queste brevi note non possiamo dimenticare l’assistenza prestata, per 17 anni (1988 – 2005), alla “Piccola Fraternità Francescana di S. Elisabetta”, sfociata nella stesura del nuovo Direttorio. L’assistenza di P. Teodosio fu definita dalle interessate: “Guida illuminata, continua e amorevole”. Ripercorrendo il lungo periodo esse hanno testimoniato: “Abbiamo conosciuto, apprezzato e fatto tesoro delle doti non comuni di P. Teodosio: la sua squisita umanità, la sua inalterabile serenità, la sua intensa quanto umile spiritualità ed il suo spirito che lo rendeva sempre disponibile... la sua saggezza, il suo equilibrio e la sua operosa carità”.

Ma chi era P. Teodosio?

Fu persona stimatissima, apprezzata sia nella sua Provincia come a livello dell’Ordine Cappuccino. Fu persona discreta, umile, semplice, gentile, affabile. Fu, soprattutto, un vero fratello, uno che arricchiva la fraternità, con cui si stava bene insieme. Era una persona francescanamente cortese. Fece rivivere in sé la figura classica del Cappuccino, fedele osservante, povero, umile, sorridente, sempre sereno. Ha sempre indossato il suo abito con grande dignità.

La persona, le sue doti, la sua competenza, la cortesia nel rapporto con gli altri restano un edificante ricordo. Fu certamente una persona speciale, che ha arricchito la storia della Provincia Toscana e dell’Ordine dei Cappuccini. P. Gandolf Wild, che visse per anni con lui nella Curia generale, ha scritto che il “carissimo confratello Teodosio” era stato per lui “uno dei più cari e umani cappuccini che ho incontrato nel corso della mia vita, di grande semplicità e compassione. Ringraziamo Dio per il suo dono e la fortuna di averlo incontrato e di aver vissuto in comunità con lui”. Il vescovo cappuccino, Mons. Lino Garavaglia, con grande incisività, ha scritto al Ministro Provinciale: “Voglio dirvi la mia ammirazione per un frate di così profonda dimensione. Un fratello dell’umile, silenzioso servizio; di una carità fraterna infaticabile. Per me è stato un grande esempio di fraternità, umiltà e carità… Una Provincia che genera frati così avrà sempre un futuro grande”.

Sottoscriviamo questi amabili fraterni ricordi e li trasmettiamo devotamente alla storia (fr. Giacomo Carlini).