Massmedia - Cronache Francescane

Agenzia Zenit, Roma, 19 maggio 2011

San Bernardino, un simbolo della ricostruzione de l’Aquila

Venerdì 20 maggio si celebra la solennità di san Bernardino da Siena, compatrono di L’Aquila: un avvenimento importante perché i lavori di consolidamento e restauro della Basilica di San Bernardino – già in corso – sono un segno e stimolo dell’opera di ricostruzione in corso nella città abruzzese dopo il terremoto del 2009.

 

Il programma delle celebrazioni prevede alle ore 10:00 presso la Sala dei Padri Conventuali la conferenza Bernardino e l’etica economica del suo tempo tenuta da padre Nicola Riccardi, professore di etica sociale alla Pontificia Università Antonianum. Successivamente alle ore 11:30 davanti alla Basilica di San Bernardino, solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Giuseppe Molinari, Arcivescovo metropolita de L’Aquila, e concelebrata da mons. Giovanni D’Ercole, Vescovo ausiliare. Alla sera alle ore 19:00 vi sarà la processione con il trigramma del Nome di Gesù diffuso da san Bernardino.

Accanto all’opera di ricostruzione della Basilica in cui si venera il suo corpo, la vita e le opere di san Bernardino sono al centro di un lavoro di ricerca volto ad evidenziarne la santità e soprattutto il suo insegnamento circa l’etica economica, che da molti è riconosciuto come un possibile riferimento per affrontare e superare l’attuale crisi economica.

In quest’ottica presso la Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum, si è svolto un seminario di studio inerenteIl Processo di canonizzazione di san Bernardino da Siena (pubblicato a cura di Letizia Pellegrini Ed. Quaracchi, Roma 2010).

In un intervento scritto per l’occasione il prof. Roberto Rusconi, dell’Università degli Studi di Roma Tre, ha detto che nella percezione dei contemporanei di san Bernardino da Siena “oltre ai numerosi episodi taumaturgici immediatamente e con continuità registrati presso la sepoltura aquilana, era soprattutto la santità del predicatore ad assumere un ruolo centrale”.

“In un’iconografia devozionale largamente attestata anche dagli atti del processo di canonizzazione – ha scritto –, a riprova non soltanto della capacità dei frati di diffondere il culto del nuovo santo tra i fedeli, ma anche della ricezione della sua figura agiografica, appariva immediata l’identificazione della santità con la parola”.

Inoltre, aggiungeva, “anche nelle immagini singole di Bernardino, inserite nelle teorie di santi dei polittici ovvero isolate in affreschi devozionali, l’attributo che lo identificava, il trigramma del Nome di Gesù, rimandava appunto alla sua predicazione”.

“Non a caso i maggiori propugnatori della sua santità – in primis Giovanni da Capestrano – raccoglievano accuratamente i miracoli operati in virtù dell’invocazione del Nome di Gesù, la cui potenza era per essi assai più efficace di qualsiasi reliquia tangibile, persino del nuovo santo”.

“D’altra parte – affermava il prof. Rusconi –, i miracoli attribuiti a Bernardino e verificatisi durante la sua vita erano strettamente connessi con la potenza taumaturgica di un’attività di predicazione”.

Nel caso di Bernardino, quindi, le manifestazioni di culto di cui il predicatore venne fatto oggetto portarono all’avvio della procedura canonica immediatamente dopo la sua morte avvenuta all’Aquila nel 1444, mentre la sua canonizzazione giubilare verrà celebrata a Roma nel 1450.

Questo grazie anche alla registrazione – talvolta direttamente notarile – dei prodigi a lui attribuiti, a conferma del carattere sostanzialmente taumaturgico che all’epoca era conferito alla santità, ancor prima del suo riconoscimento ufficiale da parte dell’autorità ecclesiastica e dell’apertura delle indagini processuali.