Novità - Eventi di rilievo

(da L’Occidentale - di G. L.)

La lampada che illumina la tomba di San Francesco Patrono d’Italia brucerà, per un anno, grazie all’olio proveniente dal Molise. La cerimonia di consegna dell’olio santo si è conclusa ieri ad Assisi alla presenza di circa cinquemila pellegrini molisani. All’evento hanno partecipato molti amministratori e rappresentanti delle istituzioni regionali, tra cui il governatore Michele Iorio.

 

Un evento importante per il Molise, che è stato protagonista assoluto della due giorni dedicata a San Francesco. La messa dalla Basilica d’Assisi è stata celebrata dall’arcivescovo di Campobasso- Bojano, Giancarlo Maria Bregantini, con l'assistenza del cardinale Attilio Nicora ed è stata trasmessa in diretta nazionale da Rai uno. Durante l’omelia, forse approfittando della presenza di tanti politici e amministratori, Bregantini ha lanciato un forte appello all’unità del Paese: “No alle divisioni, sì all'Italia unita, sì alle piccole municipalità, armatura della società" e poi ha chiesto di aiutare le nuove generazioni "perché possano avere l'opportunità di realizzarsi, di costruirsi un futuro dignitoso e onesto".

A prendere la parola dal palco di Assisi, il ministro generale dei frati minori conventuali padre Marco Tasca, il sindaco di Assisi Claudio Ricci, il vescovo di Assisi Domenico Sorrentino, il ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto. Per la Regione Molise ha parlato il governatore Michele Iorio: "Siamo orgogliosi di essere molisani e di aver fatto della fede e dell'insegnamento Francescano la nostra cultura identitaria. Una fede retta nei valori e nei principi che caratterizzano l’identità nazionale. Il sistema delle Regioni, e quindi tutti i territori che rappresenta, nell’offrire quest’olio, evidenzia l’importanza del messaggio di San Francesco nel processo identitario nazionale e nella realizzazione di una civiltà protesa al rispetto degli altri, alla tutela del creato, e al fattivo impegno responsabile per la pace tra le genti".

C’è un legame storico, culturale e religioso che avvicina il Molise all’Umbria. Il Molise ha trovato una sua caratterizzazione forte, prima nella spiritualità benedettina, poi in quella celestiniana. Non sono mancate anche altre testimonianze di Ordini religiosi, ma è indubbio che la presenza delle comunità francescane, dei Frati Minori, dei Cappuccini e dei Conventuali, oltre che di tanti esponenti del Secondo e del Terzo Ordine, abbia plasmato in maniera rilevante l’identità religiosa di questa terra così come è accaduto anche in Umbria. È stato lo stesso Michele Iorio a ricordarlo durante il suo discorso. E anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto sull’importante evento religioso. Nel messaggio inviato al custode del Sacro convento di Assisi, padre Giuseppe Piemontese, ha sottolineato come le celebrazioni per San Francesco patrono d'Italia "rinnovano l'importanza di una solennità di alto significato religioso e civile, riconosciuta dalla nostra Repubblica come giornata per la pace, per la fraternità e il dialogo fra le religioni e come occasione per riaffermare e consolidare i doveri inderogabili di solidarietà, di tolleranza, di accoglienza e di inclusione sociale, indispensabili per garantire la pacifica coesistenza tra i popoli e le nazioni".