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La festa fissata il 4 maggio. La piccola frazione di Alzano sembra ormai gemellata con il Tirolo

È stata una sorta di gemellaggio spirituale che ha unito Bergamo, e più precisamente Olera, ora piccola frazione di Alzano Lombardo, con il Tirolo, e in particolare Innsbruck, attraverso molte città del Veneto. Tante delegazioni delle varie comunità, accomunate dal passaggio della vita e delle opere di un umile fraticello del Seicento, ieri alle 17.25 nel Duomo di Bergamo hanno salutato con un applauso lo svelamento di una icona sull’altare con il ritratto di Fra Tommaso da Olera, il momento di maggiore coinvolgimento emotivo del rito di beatificazione.

È la prima volta che questa celebrazione è avvenuta nella diocesi di Bergamo. Nell’applauso si sono uniti il cardinale Angelo Amato, prefetto della congregazione vaticana per le cause dei Santi, che ha presieduto la solenne celebrazione - quasi due ore - su mandato di papa Francesco, e i diciotto vescovi che hanno concelebrato con lui (una decina quelli bergamaschi, incluso il neonominato Maurizio Gervasoni), a partire da quelli di Bergamo e di Innsbruck, Francesco Beschi e Manfred Scheurer, oltre a Mauro Jöhri, ministro generale dei frati minori cappuccini, l’ordine al quale apparteneva Fra Tommaso come fratello laico. A simboleggiare l’unione tra Bergamo e Tirolo anche una fiaccolata con staffetta di tedofori partita tre giorni prima da Innsbruck. Con la luce della fiaccola è stata accesa una candela votiva. Dopo la firma il 10 maggio 2012 da parte di papa Benedetto XVI del decreto di beatificazione, ieri è stata letta, in latino e in italiano, la lettera apostolica di papa Francesco, firmata il 14 settembre in base alla quale viene disposto che «il venerabile servo di Dio, Tommaso da Olera, al secolo Tommaso Acerbis» è «d’ora in poi chiamato beato» e che la sua festa sarà celebrata «nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni anno il 4 maggio».

La memoria liturgica «obbligatoria» si celebrerà in particolare nella diocesi di Bergamo, dove è nato, di Innsbruck, dove è morto e dove è sepolto (la reliquia di una vertebra è stata portata ieri in processione per il rito) e nell’Ordine dei Frati minori cappuccini, nel quale ha vissuto per quasi mezzo secolo. Il vescovo Francesco Beschi nel suo saluto e ringraziamento al cardinale Amato, per la prima volta in vista in città, ha ricordato la «fortunata» congiuntura che ha portato da ottobre alla proclamazione di tre beati bergamaschi - padre Bartolomeo Dalmasone a Praga, don Luca Passi a Venezia e ora fra Tommaso -, ma anche l’«eccezionale» proclamazione dela canonizzazione del beato papa Giovanni XXIII, futuro santo, in data che sarà decisa dal concistoro del 30 settembre. Parlando del «regalo» fatto alla comunità bergamasca con la beatificazione di fra Tommaso, monsignor Beschi ha ricordato quanto ha commentato un parroco del Malawi, al quale, in una recente visita, ha portato in dono una reliquia del beato Roncalli. «Siamo grati per questo dono, ma resterà vuoto se non diventeremo santi come è stato lui». Non tutti i fedeli hanno trovato posto in Duomo. Un centinaio di persone ha seguito la celebrazione, tra i turisti, nella basilica di Santa Maria Maggiore, dove è stato allestito un maxischermo. Anche oggi si festeggerà fra Tommaso, nuovo beato a Olera, dove alle 10.30 il vescovo monsignor Francesco Beschi celebrerà la messa di ringraziamento nella chiesa parrocchiale. Lo stesso avverrà a Innsbruck il 5 ottobre. Corriere della Sera