Novità - Segnalazioni e riconoscimenti

Napoletano (Il Sole 24 Ore), Preziosi (Radio uno e Gr Rai) e Tarquino (Avvenire) i tre direttori si confrontano su come raccontare la realtà

Un giornalismo che non sia «solo un cane da guardia della democrazia ma un cane da guardia della persona umana». Attento, privo di uno sguardo opaco e ancora disposto a «scavare, scavare, scavare» per arrivare al fatto e alla notizia. Perchè, dopo tutto, «la verità parla e quando non parla è perchè c’è qualcuno che le ha tappato la bocca».

È un quadro dai colori vivaci quello che tre direttori - Roberto Napoletano, de Il Sole 24 Ore, Antonio Preziosi, di Radio Uno e Gr Rai e Marco Tarquinio di Avvenire - disegnano al Meeting di Rimini.

 

 

Sotto le volte dell’auditorium C1, completamente gremito, i tre, invitati al convegno “Raccontare la realtà” , rovesciano sulla platea la loro idea di giornalismo e della notizia al tempo, difficile, della crisi economica internazionale. Senza fare sconti a nessuno, politica compresa. «Non penso ad una stampa che sia solo il cane da guardia della democrazia ma che sia il cane da guardia della persona umana - osserva Tarquinio -. È una bella cosa raccontare la realtà: i giornali possono aiutare le persone ad aprire gli occhi, ad avere consapevolezza e - aggiunge – la consapevolezza cambia il mondo». Soprattutto in un momento delicato come quello attuale in cui, sottolinea, «occorre una visione» chiara sulle cose da fare, anche da parte del ceto politico.

«Non chiedo la profezia - aggiunge il diretto di Avvenire - ma la visione sì. Abbiamo bisogno di gente che abbia la visione e la chiedo ai politici».Chiamati, come tutti, a muoversi in un mondo che viaggia velocissimo. «La realtà - argomenta Napoletano – è differente, cambia di giorno in giorno e raccontarla significa assumersi delle responsabilità» nella scelta di temi, argomenti e titoli, come quel “Fate presto”, messo in pagina all’indomani del 9 novembre scorso, in uno dei giorni più duri della crisi e per i mercati, in grado di «riassumere algebricamente il rigore de Il Sole 24 Ore».

Momenti difficili, quelli della crisi, che Radio Uno e Gr Rai raccontano, spiega Preziosi, «con l’occhio del radiocronista che sta raccontando la partita di calcio: con obiettività, minuto per minuto, anche alfabetizzando gli italiani perchè - chiosa - se la crisi non la si racconta non esiste e se non esiste e non è capita è ancora più subdola». Il tutto, su carta stampata o via etere, scansando i rischi del verosimile.

«Non bisogna mai rinunciare a scavare - puntualizza in merito Napoletano - mai rinunciare a informare. Occorre scavare, scavare, scavare e - ammonisce - proprio questo scavo porta al fatto, non a una verosimiglianza. Che, incalza Preziosi, è un rischio. «Per questo bisogna verificare e riverificare le fonti. Occorre attenzione a verificare le fonti: per capire la verità, basta avere occhi puliti - osserva ancora - La verità parla e quando non parla è perchè c’è qualcuno che le ha tappato la bocca».

www.vaticaninsider.lastampa.it - Redazione - 21.08.2012