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"GIORNATA MARIANA" (12-13 OTTOBRE 2013)

Alle ore 12.00 di oggi, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, ha luogo la conferenza stampa di presentazione del Grande Evento dell’Anno della fede "Giornata Mariana" (12-13 ottobre 2013).

Intervengono: S.E. Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione; S.E. Mons. José Octavio Ruiz Arenas, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione; Mons. Graham Bell, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio. Pubblichiamo di seguito gli interventi di S.E. Mons. Fisichella e di S.E. Mons. José Octavio Ruiz Arenas:

 

INTERVENTO DI S.E. MONS. RINO FISICHELLA

Nella Lettera apostolica Porta fidei, con la quale si indiceva l’Anno della fede, si legge: "Sarà decisivo nel corso di questo Anno ripercorrere la storia della nostra fede". In questo contesto, Benedetto XVI poneva in primo luogo la figura di Maria come icona insuperabile della fede in Gesù Cristo. La Vergine Maria rappresenta per i credenti la prima risposta di fede, piena e totale, con la quale ci si abbandona totalmente a Dio. In questo suo atto, Maria viene trasformata dallo Spirito Santo per diventare "Madre di Dio". L’unicità della sua persona nella storia della salvezza la pone di generazione in generazione come modello di fede, di santità e di vera vita cristiana.

In forza di questo, non poteva mancare durante l’Anno della fede, un evento da dedicare alla pietà mariana. Ciò che caratterizza in modo del tutto particolare lo svolgimento di queste giornate sarà la presenza della statua originale della Madonna di Fatima. Giungerà a Roma, domani sabato 12 ottobre e ritornerà a Fatima la sera di domenica. Sento il dovere di ringraziare fin d’ora per la grande disponibilità offerta, il Vescovo di Leiria-Fátima S.E. Mons. António dos Santos Marto e il Rettore del Santuario Padre Carlos Cabecinhas. La statua della Vergine di Fatima, infatti, non lascia mai il Santuario. È solo per eventi del tutto eccezionali e straordinari. L’ultima volta è accaduto nel Grande Giubileo dell’Anno 2000, quando il Beato Giovanni Paolo II il 13 maggio compì l’Atto di affidamento alla Madonna. Come si sa Giovanni Paolo II era molto devoto a questa apparizione e desiderò che la pallottola con la quale era stato ferito il 13 maggio del 1981 in piazza San Pietro venisse incastonata nella corona che copre il capo della statua della Vergine. Egli vide nella protezione della Madonna di Fatima un intervento del tutto particolare nella sua vita e per questo ne rimase fortemente segnato.

La scelta della Giornata mariana, è stata intenzionalmente voluta il 13 ottobre. Come si sa, quella data ricorda l’ultima apparizione della Vergine ai pastorelli Giacinta, Francesco e Lucia nel 1917. In quell’occasione la Madonna ebbe a dire: "Sono la Madonna del Rosario, continuino a dire sempre il Rosario tutti i giorni… Devono cambiare, chiedano perdono dei loro peccati. Non offendano più Dio nostro Signore, che è già tanto offeso". Le parole di questo messaggio, come se il tempo non fosse mai passato, permangono come un costante invito per milioni di fedeli, soprattutto quanti sono caratterizzati dalla forte spiritualità mariana, che sentono questo programma di vita particolarmente rivolto a loro per ravvivare la fede e la loro testimonianza. Un messaggio che giungerà di nuovo in questo Anno della fede, perché i cristiani facciano ritorno alla preghiera del rosario come a una devozione quotidiana.

Le due giornate si svolgeranno come ormai è tradizionale in questi eventi. Nel mattino del sabato 12 ottobre il pellegrinaggio alla Tomba di Pietro e nel pomeriggio la catechesi di Papa Francesco. Nel pomeriggio di sabato la Piazza sarà aperta a partire dalle ore 14,30. L’accoglienza dei pellegrini inizierà alle ore 15,00 con un momento di animazione e riflessione sotto la guida di Francesca Fialdini. Alle ore 16,00 inizierà la processione della statua della Vergine attraverso i vari settori della Piazza. Come è tradizione per la Madonna di Fatima, chiediamo ai pellegrini di salutare con il fazzoletto bianco il passaggio della Statua che sarà trasportata nei diversi tratti da alcuni volontari appartenenti alle molteplici associazioni mariane. Per indicare la solennità dell’evento, la processione sarà scortata dalla Guardia Svizzera e dai Gendarmi. Inoltre, nel momento culminante della processione, alle ore 17,00, quando il Santo Padre accoglierà la statua della Vergine, sul Sagrato, saranno gli stessi Sediari a trasportare l’effigie della Vergine.

Dopo il momento di preghiera in Piazza San Pietro, la statua della Vergine sarà trasportata al Santuario del Divino Amore, dove sarà recitato il Santo Rosario in collegamento con alcuni santuari del mondo, seguito da una Veglia di preghiera che si estenderà per tutta la notte, fino ad attendere i pellegrini che tradizionalmente giungono al Santuario all’alba. L’animazione è affidata alla Diocesi di Roma che ha provveduto con un suo Comunicato-Stampa a dare le rispettive notizie sullo svolgimento della Veglia che sarà trasmessa in differita anche dalla Rai.

Al mattino di domenica 13 la statua ritornerà in Vaticano per ripetere la processione attraverso Piazza san Pietro a partire dalle ore 9,30 con la successiva S. Messa presieduta da Papa Francesco. Al termine il Papa compirà l’Atto di Affidamento alla Madonna concludendo con l’Angelus.

Un ultimo elemento mi piace sottolineare. All’arrivo in Vaticano da Fiumicino, sabato pomeriggio, si snoderà una piccola processione interna. Essa farà una sosta presso la cappella dell’abitazione di Sua Santità Benedetto XVI per un suo breve momento di preghiera personale, prima di dirigersi verso la Casa S. Marta dove all’ingresso la Statua della Madonna sarà accolta direttamente da Papa Francesco.

Questi due giorni saranno seguiti in modo massiccio da una folta rappresentanza del movimento mariano. Pensiamo che per la celebrazione della domenica potranno essere presenti oltre150.000 pellegrini in gran parte dall’Italia, ma 48 rappresentanze internazionali sono iscritte da Argentina, Australia, Austria, Belgio, Bielorussia, Bolivia, Bosnia ed Erzegovina, Canada, Colombia, Congo, Corea, Costa Rica, Croazia, Danimarca, Estonia, Filippine, Finlandia, Francia, Galles, Germania, Giappone, Guatemala, India, Inghilterra, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Messico, Nigeria, Norvegia, Nuova Zelanda, Perù, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Scozia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Taiwan, Tunisia, Ungheria, USA e Venezuela, con la presenza di tante associazioni e Santuari mariani sparsi per il mondo intero. Sarà un ulteriore momento di grazia che si offre ancora alla Chiesa nell’Anno della fede per vivere intensamente questi ultimi mesi di un intenso e proficuo lavoro che siamo certi darà i frutti a suo tempo.

[01463-01.01] [Testo originale: Italiano]

 

INTERVENTO DI S.E. MONS. JOSÉ OCTAVIO RUIZ ARENAS

Nel ricevere in Piazza San Pietro la statua originale della Madonna di Fatima, siamo invitati a esprimere tutto il nostro amore per la Vergine Maria e ringraziare il Signore che ha voluto diventasse anche la nostra madre. Per questo motivo, fin dai suoi inizi, la Chiesa ha avuto un grande amore per Lei e ha curato attentamente la devozione verso la Madonna da parte del popolo fedele. Occorre però considerare che l’essenza della nostra devozione e del nostro affetto a Maria stia nel fatto che attraverso di Lei ci avviciniamo a Gesù e ci configuriamo a Lui, perché Maria è sempre il cammino che porta a Cristo. Ogni incontro con Lei non può che terminare in un incontro con Cristo stesso.

Imitare la Vergine Maria viene a essere il nucleo della devozione mariana, che, lungi dal distrarci dalla sequela di Cristo, ce la rende, al contrario, più amabile e più facile, poiché "avendo lei compiuto sempre la volontà di Dio, meritò per prima l’elogio che Gesù rivolse ai suoi discepoli:‘Chi fa la volontà del Padre mio, che è nei Cieli, quello è mio fratello e sorella e madre’ (Mt 12,50)" (Paolo VI, Signum magnum, II § 3).

Se contempliamo attentamente tutta la vita di Maria, non troviamo se non un esercizio bello e affascinante dell’amore, del servizio e della carità. Effettivamente, la Madre del Salvatore è sempre sollecita nei confronti dei più bisognosi e proprio così si mostra a noi nei racconti che troviamo nei Vangeli, in particolare nella visita a sua cugina Elisabetta, alle nozze di Cana e specialmente quando, con immenso coraggio accompagna suo Figlio ai piedi della croce. La sua presenza è sempre stata di grande conforto e consolazione per quanti si trovano in difficoltà. Con la sua presenza, ci mostra il suo affetto e la sua tenerezza e diventa un canale privilegiato della benedizione e della grazia del Signore.

La Santissima Vergine è sempre stata presente nella Chiesa per condurci verso suo Figlio. Amarla è un dovere di figli, che, lungi dal restringere il nostro amore e la nostra dedizione al Signore, li esalta, giacché in lei troviamo la figura ideale che dobbiamo imitare per dare così un vero significato alla sua relazione materna con noi, perché Maria ci facilita l’incontro personale con Cristo. Non dimentichiamo, come dice il Vaticano II (LG 54), che Maria "occupa nella santa Chiesa il posto più alto dopo Cristo e il più vicino a noi", perché appartiene alla nostra stessa progenie e alla nostra storia, e come madre cerca giorno dopo giorno di renderci più somiglianti al suo Figlio.

[01468-01.01] [Testo originale: Italiano]