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Ci saranno prima di tutto la "vita degli ortodossi nella diocesi di Milano", ma probabilmente anche il "lavoro comune nel dialogo con l'islam" e la tutela delle comunità cristiane in Medio Oriente al centro domani, della "visita di cortesia" dell'arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola, al patriarca di Mosca, Kirill. Lo ha raccontato alla stampa lo stesso porporato, ieri, nel primo dei suoi tre giorni di visita a Mosca, su invito dell'arcivescovo della Madre di Dio, mons. Paolo Pezzi.

Una visita - come ha tenuto a sottolineare lo stesso card. Scola - che si inquadra in un periodo di fitti scambi tra le due Chiese. In questi giorni il metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, è a Roma per presentare il libro "Verbo di Dio e parola dell'uomo", con interventi del filologo russo Serghei Averintsev.

A fine mese, poi, è atteso a Mosca, il presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, mons. Vincenzo Paglia, che interverrà a un convegno organizzato dagli ortodossi, proprio sul tema della famiglia. "La visita di cortesia che farò al patriarca - ha spiegato il card. Scola - ha come scopo raccontare la modalità con cui i fedeli ortodossi vivono a Milano e celebrano la divina liturgia, come noi ci rapportiamo a loro dando delle chiese dove possano celebrare e vivendo un rapporto di grande fraternità". A suo dire è proprio su questo "livello del popolo", che si compie il più efficace dialogo ecumenico. "Sono importanti le commissioni dottrinali e teologiche e l'impegno su temi comuni alle due Chiese come famiglia, giustizia, vita - ha spiegato, definendo "costruttiva" la presenza degli ortodossi nella diocesi di Milano - ma ora abbiamo un'occasione in più: quella che i fedeli si incontrino e che condividano la bellezza, la bontà e la verità dell'incontro con il Signore".

Credo che, negli ultimi 30-40 anni, da parte di tutte le confessioni cristiane ci sia la ferma convinzione dell'indispensabilità del dialogo ecumenico, favorito anche dall'attuale mescolamento di culture", ha osservato il cardinale. "Non sono un indovino", ha scherzato il porporato citando poi il Vangelo di Giovanni: "Una cosa è chiara, come disse Gesù: 'Che siano una sola cosa perché il mondo creda'. La prospettiva dell'unificazione - ha così fatto notare, parlando in una conferenza stampa prima del suo intervento al convegno "Identità, alterità, universalità" presso l'Università ortodossa San Giovanni Crisostomo - non può non essere nel cuore di ogni fedele cristiano".

Il convegno - promosso dal Centro culturale moscovita «Biblioteca dello Spirito», in collaborazione con l’Università ortodossa e l’Istituto russo di architettura e dalla Fondazione Russa Cristiana con gli atenei milanesi, Università degli Studi e Cattolica, e con la Scuola d’arte Beato Angelico - ha messo a confronto esponenti della cultura europea sul rapporto tra filosofia, arte, dottrina politica, diritto e il cristianesimo cattolico e ortodosso. La visita del card. Scola è proseguita questa mattina, con un breve intervento ad un incontro pastorale sul laico nella Chiesa e la Santa Messa concelebrata con l’arcivescovo cattolico di Mosca, mons. Paolo Pezzi. (R.P.) www.radiovaticana.org