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Lo scultore Mastroroberti realizzerà un busto da installare nella cappella del “Ruggi”

SALERNO - Scomparso lo stesso giorno del compimento del suo novantaquattresimo compleanno, padre Candido Gallo aveva scelto di vivere in ospedale, al terzo piano della palazzina del reparto di Infettivologia del “Ruggi” per poter stare accanto ai suoi malati, capirli, custodirli e dar loro una parola di conforto insieme ai sacramenti religiosi.

E in ricordo all’opera e alla persona del frate cappuccino numerose personalità salernitane si sono riunite con l’intento di realizzare un omaggio sottoscrivendo una lettera indirizzata al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, Vincenzo D’Amato, chiedendo, in via ufficiale, l’autorizzazione di collocare, nei pressi della porta d’ingresso della cappella ospedaliera un busto in bronzo raffigurante il frate dell’altezza di 40 centimetri.

L’opera sarà realizzata dal Maestro scultore Pier Francesco Mastroberti. L’iniziativa, che ha già ricevuto l’entusiastica adesione dell’attuale cappellano don Vito Granozio e dei suoi collaboratori, ha anche un alto valore simbolico dato che proprio quella cappella a oggi è ornata di sacre effige e sculture volute dallo stesso Padre Candido tra cui una statua della Madonna (personalmente ordinata e pagata dal frate a un artigiano di Ortisei) e la statua in bronzo a grandezza naturale di Padre Pio Confessore, opera anch’essa del medico-scultore Pier Francesco Mastroberti. L’iniziativa della realizzazione del busto di Padre Candido è stata sottoscritta da eminenti personalità del mondo culturale e sanitario tra cui Vittorio Salemme, Bruno Ravera, Carmine Pirofalo, Giuseppe Palladino, Rocco Pietrofeso, Michele Scarpa, Rosa Napolitano, Igino De Giorgi, Patrizia De Mascellis, Ernesto Pisacane e Luigi Landolfi. Dopo aver chiesto l’autorizzazione al direttore generale del “Ruggi”, il prossimo imminente obiettivo dei promotori sarà reperire i fondi necessari per la fusione in bronzo.

Padre Candidco fu consacrato sacerdote nel 1950 dall’allora arcivescovo di Salerno monsignor Demetrio Moscato, nominato cappellano degli Ospedali Riuniti di Salerno, fu testimone di molti dei tragici eventi che portarono rovina e morte nel capoluogo e provincia come la devastante alluvione dell’ottobre 1954. La sua testimonianza fu riportata anche nella sua pubblicazione “Salerno: ore 1.52”. Dopo aver prestato la sua testimonianza presso il convento di Sicignano e di Muro Lucano, ritornò a Salerno nel luogo che maggiormente gli era caro, quell’ospedale che mai aveva lasciato. Appassionato di storia e di novellistica, Padre Candido potè vantare anche una folta produzione di volumi che spaziano dalla storia locale come la notevole pubblicazione, scritta con Patrizia De’ Mascellis, della storia degli Ospedali Riuniti dalla fondazione voluta da Matteo D’Aiello nel 1183 fino ai giorni nostri alle novelle dell’Acquafetente, omaggio al suo paese di origine, Altavilla Silentina. La dipartita di Padre Candido lasciò nella comunità salernitana e non solo un vuoto difficilmente colmabile e unanime. Orta questa iniziativa che vuole ricordare una figura storica che tanto ha dato alla città e all’ospedale cittadino.

Stefano Pignataro

(fonte: https://www.lacittadisalerno.it/cultura-e-spettacoli/padre-candido-il-frate-che-curava-le-anime-degli-ammalati-1.2730682 )