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La firma per 3.200 metri quadrati a disposizione: ora l’università dovrà trovare i fondi grazie ai bandi ministeriali. La Carisbo si farà carico dei costi di progettazione per avere una residenza vicino a Ingegneria da 90 posti

BOLOGNA - La fame di alloggi per universitari in città non avrà una risposta immediata visto il trascinamento dei cantieri ad ogni nuovo studentato in costruzione. Ma l'annuncio di 90 posti alloggio a Porta Saragozza, vicino a Ingegneria, è almeno un altro passo avanti che fa salire a 693 i nuovi alloggi che verranno messi a disposizione degli studenti nei prossimi anni.

Martedì i frati Cappuccini hanno firmato la cessione di una porzione del convento di San Giuseppe Sposo, in via Bellinzona, per la realizzazione di una residenza universitaria con posti letto e aule studio. Un progetto del 2019, annunciato allora dalla Fondazione Carisbo, che si concretizza adesso. L'Ateneo avrà 3.200 metri quadrati a disposizione in usufrutto trentennale, formula che consentirà di accedere al bando di finanziamento ministeriale per l'edilizia universitaria, la Legge 338 del 2000. Se il progetto sarà finanziato partiranno i lavori. Intanto il documento che prevede la cessione è stato sottoscritto dal rettore Giovanni Molari, da frate Lorenzo Motti e da Carlo Cipolli, presidente della Fondazione Carisbo che si impegna a farsi carico degli oneri di progettazione degli spazi per gli studenti, ma anche di quelli del convento che rimarranno ad uso dei religiosi. La Fondazione mette 2,4 milioni sul progetto, già disponibili sul bilancio di quest'anno. Per l'accesso alla residenza universitaria verranno imposti requisiti di merito e di reddito. La Fondazione si impegna a garantire ogni anno, per 30 anni, un contributo a favore di dieci studenti in condizioni di disagio socio- economico garantendo la copertura dei costi di vitto e alloggio. " Con questo accordo l'università rafforza il suo piano di realizzazione di studentati in prossimità delle principali Scuole" commenta Giovanni Molari. La nuova residenza si trova infatti a due passi dalla sede della Scuola di Ingegneria e Architettura che conta 14mila iscritti. Le aule e le sale studio daranno respiro in particolare agli studenti di Ingegneria che vanno a lezione in viale Risorgimento. Il convento è sede dei frati minori Cappuccini dal 1818, poi confiscato dal regno d'Italia nel 1866, distrutto da un bombardamento nel 1944. Ricostruito nell'immediato Dopoguerra, ora si ritrova ad essere sottoutilizzato vista la crisi di vocazioni. "Destinare parte del nostro convento a studenti meritevoli o provenienti da situazioni di fragilità economica - spiega Lorenzo Motti, ministro provinciale dei Cappuccini dell'Emilia-Romagna - è in linea con la nostra missione di aiuto a chi ha più bisogno e di attenzione al territorio. A Bologna c'è carenza di posti per universitari. Più in generale, mantenere la nostra presenza e nello stesso tempo aprirsi alle giovani generazioni e alle loro esigenze è una delle sfide più urgenti in questi tempi: siamo sicuri che l'intero quartiere Bellinzona ne guadagnerà perché quando si offrono nuove opportunità ai giovani, si investe nel futuro dell'intera comunità".

fonte:

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2022/04/20/news/accordo_ateneofrati_cappuccini_per_il_maxi_studentato_in_saragozza-346119987/