Personaggi - venerabili

Il 14 marzo 2024 il Santo Padre ha ricevuto in Udienza il Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, e lo ha autorizzato a promulgare il Decreto super virtutibus del Servo di Dio fr. Ante Tomičić, professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Con tale Decreto si riconosce e si dichiara che il Servo di Dio, fr. Ante Tomičić, ha vissuto le Virtù teologali, Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le Virtù cardinali, Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, e le Virtù annesse, in grado eroico.


Il Servo di Dio, in un’epoca difficile e in un territorio diviso più volte e percorso da infinite guerre, non si lasciò turbare ma, consapevole della infinita misericordia di Dio e della reale Presenza del Signore Risorto nell’Eucaristia, seppe vivere sia un’accoglienza semplice e fraterna delle persone, a volte anche le più difficili, sia le situazioni più crude e dure che la violenza di altri uomini potevano procurargli.

La sua austerità nella ricerca di una vita di ascesi fatta di rinunce e astinenze, non fu strumento di sola penitenza, ma risposta autentica alla misericordia che il Signore gli aveva usato. Così come le sue poche parole o, molto di più, il suo silenzio, imparato alla scuola della Madonna, agivano in profondità in coloro che incontrava, restituendo la gioia che le vicende della vita potevano aver frantumato o cancellato.

Il Servo di Dio nacque a Razbojine (Croazia), il 23 marzo 1901, nono di undici figli. Il 31 marzo 1901 fu battezzato con il nome di Josip. Cresciuto dal padrino e dalla madrina di battesimo, che non avevano figli, imparò da loro a leggere e a scrivere e anche le prime preghiere, dono di una fede semplice. Al termine della scuola elementare gli fu affidato il gregge di famiglia.

Negli anni dell’adolescenza, la lettura del libro I sogni di Maria, gli fecero intuire la dolcezza dell’infinita misericordia di Dio davanti al suo riconoscersi peccatore. Da quel momento la preghiera fu la sua “occupazione più cara”, generando in lui il desiderio alla vita consacrata. Trovato l’indirizzo dei Gesuiti di Varaždin, scrisse loro dichiarando la sua ricerca vocazionale. I Gesuiti lo indirizzarono ai Cappuccini ritenendolo più adatto al loro stile di vita. Così il diciottenne Josip fu accolto a Varaždin per un periodo di prova e il 27 dicembre 1919 fu ammesso al noviziato ricevendo un nuovo nome: fra Ante.

La vita del noviziato non parve, però, rispondere alle attese del giovane Josip che aveva immaginato ben altre austerità, per cui, all’arrivo della primavera, lasciò il noviziato e si mise alla ricerca di una vita di ascesi, solitudine e preghiera sul modello di quella del Battista. Seguirono due mesi di vana ricerca. Il suo confessore, mons. Josip Lang, vescovo ausiliare di Zagabria, lo consigliò di fare atto di umiltà e di ritornare dai Cappuccini. Il Servo di Dio il 20 novembre 1920 si ripresentava al noviziato di Varaždin. Non senza perplessità da parte dei frati fu riammesso al noviziato, al termine del quale emise la prima professione il 21 novembre 1921.

Seguirono anni intensi al servizio delle fraternità. Frate questuante a Podravina, cuciniere a Karlobac, questuante a Varaždin, sagrestano a Split dove fece la professione perpetua l’11 febbraio 1925. Trasferito a Dubrovnik come questuante vi rimase dieci anni. Poi ancora a Varaždin e a Zagreb, come questuante per raccogliere fondi per gli erigendi convitti di San Giuseppe e di San Michele.

Intanto era scoppiata la II Guerra mondiale, conclusasi per questa regione dell’Europa con la presa di Belgrado da parte dell’Arma Rossa nel 1944 e dell’Istria nel 1945.  Nel 1945 il Servo di Dio lasciava Zagreb per fare ritorno a Varaždin con l’ufficio di portinaio. Una breve sosta e l’obbedienza lo portava a Rijeka dove rimase per 34 anni fino alla morte.

Nel clima della guerra fredda, anche a Rijeka ogni attività religiosa era vista con sospetto ed anche la questua fu proibita. Come portinaio e sacrestano il Servo di Dio fu a contatto quotidiano con molte persone divenendo in breve tempo un prezioso punto di riferimento per la saggezza dei suoi consigli, per la carità verso i poveri e per la sua accoglienza fraterna.

Col passare degli anni, la salute del Servo di Dio cominciò a declinare. II 30 marzo 1979 fu ricoverato per la prima volta e sottoposto a diversi interventi chirurgici. Ne seguirono altri, sempre vissuti nel silenzio e con il suo inconfondibile sorriso. Morì il 25 novembre 1981 nell’Infermeria del convento assistito dai frati e dalla suora infermiera.

Le esequie, nonostante l’intolleranza del regime comunista, videro la partecipazione dell’Arcivescovo di Rijeka, mons. Josip Pavlišić, di molti confratelli Cappuccini, di sacerdoti, di religiose e di una moltitudine di fedeli. Il 3 aprile 1997, le spoglie mortali del Servo di Dio furono traslate nella cripta della chiesa dei Cappuccini di Rijeka.

La presentazione, l’indagine e lo studio di un fatto scientificamente inspiegabile (miracolo), secondo le norme del Dicastro delle Cause dei Santi, porterebbe alla beatificazione del Venerabile Servo di Dio fr. Ante Tomičić.

 

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.index.php">privacy policy.

-
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk