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Assisi. "La fragile bellezza", meeting sulla tutela del creato

La tutela della natura, così a cuore a Papa Francesco, è un valore spesso minacciato da interessi che mirano piuttosto allo sfruttamento dell’ambiente. E “fragile bellezza” è per l’appunto il titolo dato al Meeting internazionale “Nostra Madre Terrò organizzato per il decimo anno consecutivo dal Sacro Convento di Assisi e dall’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL - e da quest’anno anche dalla Conferenza episcopale umbra” su ambiente, arte e salvaguardia del creato. Rosario Tronnolone ne ha parlato con padre Enzo Fortunato, direttore della Sala stampa del Sacro Convento di Assisi:

R. “Può dirci che intanto bisogna prendere coscienza che l’ambiente non è qualcosa di estraneo, ma è qualcosa che ci appartiene. Non è qualcosa che va sfruttato, ma è qualcosa che va custodito e coltivato. E sono i nomi che Francesco dà alle realtà che ci circondano: Fratello Sole, Madre Terra, e potrei continuare alla luce del Cantico. Poi, sottolineo quello che il cardinale Bassetti e il custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti, hanno evidenziato nell’introdurre questo Convegno: “Se la natura non può essere idolatrata, senza scadere in una sorta di visione panteista, allo stesso tempo però non può essere ridotta a luogo di sfruttamento selvaggio, in cui gli appetiti dell’uomo si saziano senza limitò. E questo è il primo Sos che parte da Assisi, tenendo presente che tutto ciò che ci circonda è fragile, è bello e quindi va custodito.

D. “Forse, a un primo sguardo superficiale, può sembrare che il problema ecologico, il problema della salvaguardia dell’ambiente, non sia direttamente collegato con il sacro. Invece, forse, proprio la crisi ecologica è collegata alla crisi della sacralità, al considerare il mondo…

R. “Come un oggetto da sfruttare e non come qualcosa invece che rimandi al Creatore, a Colui che l’ha creato, in questo senso, il rimando al sacro. Francesco questo lo aveva compreso così bene, per cui ogni aspetto»"frate foco", "frate vento"” rimandava all’azione di Dio, nel chiamarli fratello e sorella. www.radiovaticana.org

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