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Leone d’Assisi
Spec Perf 85 [1782]
Let Grec [572.574]
Fioretti [1897]
Scritti [278]
Leg Per 113 [1672]
Fioretti VIII [1836]
Fioretti IX [1837]
Fioretti [1908-1911.1915.1940]
Scritti [249-250]
Scritti [262]
2 Cel XX,49 [635.636]
2 Cel CXIII,217 [809]
Leg Per 116 [1675]
Fioretti XXXVI [1870]
È uno dei tre compagni redattori della lettera di Greccio,
insieme a Angelo e Rufino.
Anche lui è sepolto presso la tomba di Francesco.
“La semplicità e la purità di Leone che rifulse
veramente di santissima purità” [1782] sono le virtù
per cui è lodato da Francesco nel ritratto del perfetto frate
minore. È con Francesco nei momenti più significativi
della sua vita: è il compagno di F. in molti Fioretti (il
più noto quello della vera letizia); testimone della sua
preghiera e delle sue estasi; è a Fonte Colombo quando F.
riscrive la Regola e riceve Elia e gli altri ministri; è
alla Verna quando F. riceve il dono delle stimmate; destinatario
di un suo biglietto e di una benedizione su un biglietto autografo
del santo (la Cartula, su cui F. scrisse anche le Lodi di Dio Altissimo);
riceve da F. morente in dono la sua tonaca; assiste F. al momento
della morte e, insieme a frate Angelo, è presente anche alla
morte di Chiara. Le FF raccontano di due visioni da lui avute in
riferimento al fatto che molti frati nell’Ordine non osservavano
la povertà
Muore nel 1271. È sepolto presso la tomba di Francesco nella
cripta della Basilica.
Tutti gli episodi citati ci danno di lui il ritratto di uno dei
compagni più cari a F., tra i più vicini e amati,
testimone dei fatti più significativi e intensi della vita
del santo.
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