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Masseo da Marignano
Let Grec [574]
Spec Perf 85 [1782]
Fioretti X-XIII.XXII [1838-1842.1866]
Fioretti XVI [1845]
Fioretti [1924]
Diploma di Teobaldo [3392]
Spec Perf 85 [1782]
È citato della Lettera di Greccio come uno dei “santi
frati” che fornirono ai tre redattori della lettera notizie
e testimonianze su F. I Fioretti dicono di lui che fu “grande
e bello nel corpo” [1841], “uomo di grande santità,
discrezione e grazia nel parlare di Dio, per la qual cosa Francesco
molto l’amava” [1838]; anche nell’elenco delle
virtù del perfetto frate minore è ricordato per “l’aspetto
attraente e il buon senso... con il suo parlare bello e devoto”
[1782].
Protagonista in alcuni fioretti che hanno per tema l’umiltà
e l’obbedienza; fu ambasciatore di F. presso Silvestro e Chiara
ai quali aveva chiesto di pregare per discernere la volontà
di Dio; è con F. a Roma a pregare gli Apostoli Pietro e Paolo
per ottenere il dono di vivere perfettamente la povertà evangelica.
Sulla Verna F. lo chiamò, insieme a frate Angelo e gli mostrò
le mani segnate dalle stimmate. Con frate Masseo F. si reca da papa
Onorio per chiedere l’indulgenza per la Porziuncola.
Con Leone, Rufino e Angelo è sepolto presso la tomba del
santo nella cripta della basilica di Assisi.
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