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Silvestro
2 Cel 109 [696]
Leg Mag III,5 [1056]
Tre Comp IX, 30-31 [1433-34]
Fioretti I [1826]
Fioretti II [1828]
Fioretti XVI [1845]
Era sacerdote secolare della città di Assisi, già
avanti in età. Da lui Francesco aveva acquistato pietre per
riparare una chiesa. Dopo aver visto Bernardo dare tutti i suoi
beni ai poveri e seguire F. fu preso da una forte cupidigia e andò
a lamentarsi da F. di non essere stato pagato adeguatamente. F.,
avendo compassione di lui, che era “corroso dall’avarizia”,
gli riempì le mani di denaro. Dopo questo gesto, Silvestro
rimase impressionato da F. e dalla sua generosità, e vide
in sogno una croce d’oro che usciva dalla bocca del santo.
Così, pentitosi, lasciò tutti i suoi beni e seguì
F. nell’Ordine di cui fu il primo sacerdote e nel quale condusse
una vita santa sino alla fine.
A Chiara e a lui si rivolse Francesco perché, nella preghiera,
ottenessero dal Signore la risposta su “quale fosse il modo
in cui più virtuosamente poteva giungere al vertice della
perfezione” [1205] e cioè “ch’io intenda
a predicare o solamente all’orazione” [1845]. Silvestro
si dedicava infatti ininterrottamente alla preghiera sul monte sovrastante
Assisi (probabilmente alle Carceri), “parlava con Dio come
l’uno amico con l’altro a modo che fece Mosè”
[1826].
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