Personaggi - Cappuccini del I secolo

 

  • 01. Bernardino Giorgio Molizzi da Reggio Calabria (1476-1535).
    01. Bernardino Giorgio Molizzi da Reggio Calabria (1476-1535).
    È l’iniziatore della Riforma cappuccina in Calabria e primo Vicario provinciale dei Frati di quella regione. Personalità di grande rilievo organizzativo, spirituale e apostolico (Flores I, 74-77).
  • 02. Ludovico Cumi da Reggio († 1537).
    02. Ludovico Cumi da Reggio († 1537).
    Iniziatore, con p. Bernardino da Reggio, della “Riforma Cappuccina” in Calabria, p. Ludovico era conosciuto per lo spirito di orazione, per la saggezza nella conduzione dei confratelli e per i molti miracoli e guarigioni operati da Dio per suo mezzo.
  • 03. Francesco Titelmanns van Hasselt († 1537)
    03. Francesco Titelmanns van Hasselt († 1537)
    È una delle colonne della Riforma Cappuccina primigenia. Celebre teologo ancor prima di passare dagli Osservanti ai Cappuccini, si distinguerà per l’amore verso i sofferenti, per l’alta valutazione nei confronti del lavoro manuale.
  • 04. Eusebio da Santa Caterina († 1537)
    04. Eusebio da Santa Caterina († 1537)
    Collocato dal Boverio nel contesto dei primi frati di Calabria, Eusebio trae la propria caratteristica dal colloquio familiare con la B.V. Maria “come farebbe un figlio con la propria madre”.
  • 05. Giovanni Pili da Fano († 1539)
    05. Giovanni Pili da Fano († 1539)
    Affermato predicatore e Ministro provinciale degli Osservanti delle Marche, avversò gli inizi della Riforma Cappuccina. Convintosi, in seguito, sulla autenticità della proposta da lui combattuta, divenne una delle colonne dei primordi cappuccini (Flores I, 38-41).
  • 06. Donato da Lecce († 1539)
    06. Donato da Lecce († 1539)
    Cappuccino eminente nelle virtù caratteristiche della prima generazione dei nostri Frati. L’incisione ricorda l’alta semplicità “e candore di mente” con i quali discorreva con la B. Vergine.
  • 07. Pietro Palamone da Todi († 1540)
    07. Pietro Palamone da Todi († 1540)
    Guardiano del secondo “luogo” di Foligno, p. Pietro è testimone dell’avvicinamento di molti tra i primi insediamenti cappuccini all’abitato cittadino.
  • 08. Giovanni Battista Piemontese († 1549)
    08. Giovanni Battista Piemontese († 1549)
    sacerdote della Provincia di Roma. La Beata Vergine risponde ad una sua domanda sulla salvezza eterna di p. Francesco da lesi, da poco defunto.
  • 09. Francesco Ripanti da Iesi (1469-1549)
    09. Francesco Ripanti da Iesi (1469-1549)
    Dopo essere passato dagli Osservanti ai Cappuccini nel 1534, fu eletto definitore generale nel 1535, 1538, 1541. Nella crisi seguita all'apostasia di Bernardino Ochino da Siena (1542), si rivelò una vera colonna della Riforma e salvò l'Ordine. (Flores I, 11-15.
  • 10.  Antonio da Monteciccardo († 1550)
    10. Antonio da Monteciccardo († 1550)
    Maestro dei novizi, vicario provinciale (1536. 1539), definitore generale nel celebre Capitolo di S. Eufemia in Roma (1536), fu religioso povero e austero. Teologicamente preparato scrisse Liber Praedestinationis e la vita contemplativa. (Flores I, 182-186)
  • 11.  Pietro La Rocca da Mazzara († 1550)
    11. Pietro La Rocca da Mazzara († 1550)
    Maestro dei novizi e vicario provinciale (1549). Nel 1535 seguì la flotta imperiale in Africa per riscattare i prigionieri. Nei Flores (I, 98-100) l'incisore sviluppa il tema del crocifisso usato dal nostro nell'assalto alla città saracena.
  • 12.  Giovanni da Troia († 1551)
    12. Giovanni da Troia († 1551)
    Laico. Con il p. Giovanni Zuazo da Medina del Campo (immagine seguente) fu protomartire della Riforma Cappuccina. L'iconografia illustra i vari momenti del martirio: qui il Cristo crocifisso che lo esorta a perseguire la gloria con il sacrificio della vita.
  • 13. Giovanni Zuazo da Medina del Campo († 1551)
    13. Giovanni Zuazo da Medina del Campo († 1551)
    Protomartire. Chiamato "spagnolo santo", è vissuto a Montepulciano. Durante una permanenza nelle "Carcerelle" di Assisi, nel pieno della crisi dovuta all'uscita di P. Bernardino Ochino, divennero celebri le "Rivelazioni" di Nostro Signore.
  • 14.  Matteo Serafini da Bascio († 1552)
    14. Matteo Serafini da Bascio († 1552)
    Iniziatore della Riforma cappuccina e primo Vicario generale (1529), ottiene successivamente il permesso di condurre una forma di vita evangelica orante e apostolica indipendente (Flores I, 1-10).
  • 15.  Matteo Silvestri da Leonessa († 1553)
    15. Matteo Silvestri da Leonessa († 1553)
    I Flores (I, 133-140) danno rilievo alla sua devozione per la Passione di Cristo; su questo tema fr. Matteo da Leonessa compose anche un opuscolo spirituale.
  • 16.  Domenico da Boschetto († 1589)
    16. Domenico da Boschetto († 1589)
    Predicatore. La data del 1589 è desunta dagli Annales del Boverio. I Flores, con ampia relazione biografica (II, 390-402) scelgono alcuni tra i numerosi avvenimenti e fatti straordinari disseminati nella sua vita.
  • 17.  Anselmo da Bologna († 1590)
    17. Anselmo da Bologna († 1590)
    Predicatore e guardiano. I Flores (Il, 232-236) mettono in primo piano la visione della Beata Vergine che consola il Nostro frate dopo che, nel coro del convento di Forlì, venne schiaffeggiato dal demonio per il suo impegno nell'orazione.
  • 18.  Ludovico da Alcamo († 1590)
    18. Ludovico da Alcamo († 1590)
    Sacerdote e discepolo di f. Gervasio da Ragusa, Ludovico occupa un posto di rilievo nella prosopografica della sua regione. Una dominante dell’incisione ricorda l’assistenza dell’angelo, specie in occasione della prigionia presso i Saraceni (Flores II, 449-452).
  • 19.  Lorenzo
    19. Lorenzo "Oscensis" († 1591)
    Guardiano. Partecipò alla fondazione della Provincia di Catalunha. La scelta iconica dei Flores (II, 238-241) si fissa sulla guarigione di un cieco tramite un'immagine mariana che il Cappuccino portava sempre con sé.
  • 20.  Bernardo da Osimo († 1591)
    20. Bernardo da Osimo († 1591)
    Predicatore e Vicario provinciale resse la Provincia cappuccina di Parigi - fondata nel 1574, nel 1581 e nel 1585. la scena centrale dell’incisione ricorda i disagi nei viaggi invernali, specie per i Frati che procedevano scalzi (Flores II, 126-128).
  • 20. Bartolomeo da Cesena († 1592)
    20. Bartolomeo da Cesena († 1592)
    Maestro dei novizi e non provinciale [come dall'iscrizione in calce perché confuso con p. Bartolomeo Cacciaguerra da Cesena]. Nella stampa la scena centrale riferisce di un intervento di guarigione su un giovane.
  • 22. Giacomo da Villanova († 1592)
    22. Giacomo da Villanova († 1592)
    Sacerdote. La stampa riproduce l’apparizione di san Francesco, della B.V. Maria, di s. Antonio da Padova e di un certo fra Alessio morto di recente. I Flores riferiscono di tale visione nel contesto di un dialogo con il proprio confessore (Flores II, 26-27. 569).
  • 23. Bartolomeo Cacciaguerra da Cesena († 1592)
    23. Bartolomeo Cacciaguerra da Cesena († 1592)
    Vicario provincialre. Soprannominato “eremita” per la consuetudine a ritirarsi in una grotta nelle vicinanze del convento (cf. Fossombrone), guidò la Provincia picena nel 1581-1582 e pose la sue esperienza spirituale a servizio dei novizi (Iesi).
  • 24. Cherubino da Noci († 1592)
    24. Cherubino da Noci († 1592)
    Vicario provinciale. Predicatore celebre, per due volte Vicario provinciale nella Provincia di Puglia (1566-1577) e nel 1584 governò i Frati della regione parigina in qualità di Commissario generale. Di vita attiva molto intensa e ricco di doni spirituali (Flores II, 92-95).
  • 25. Serafino da Napoli († 1593)
    25. Serafino da Napoli († 1593)
    Definitore generale. Il suo contributo alla formazione dei novizi viene qui illustrato con il cenno al miracolo dell’acqua imputridita nel pozzo (secondo particolare da sinistra). La sua devozione all’Eucaristia domina la scena centrale e il primo particolare sulla sinistra.
  • 26. Alfonso Lobo (o Lupo) da Medina Sidonia († 1593)
    26. Alfonso Lobo (o Lupo) da Medina Sidonia († 1593)
    Grande riformatore nell'Italia post-tridentina attraverso predicazione e fondazioni; fu molto stimato da s. Carlo Borromeo. I Flores (Il, 407-415) mettono in primo piano, appunto, questa sua attività.
  • 27. Giacomo da Soverato († 1594)
    27. Giacomo da Soverato († 1594)
    Vicario provinciale della Provincia di Reggio Calabria (1562. 1568. 1580) e definitore generale (1593). Tra le scene della stampa dei Flores (II, 52-54), dedicate per la maggior parte ai doni di contemplazione, campeggia come centrale un secondario prodigio.
  • 28. Giustino Da Norcia († 1594)
    28. Giustino Da Norcia († 1594)
    Guardiano. Tra i pochi elementi pervenuti, l'autore dei Flores (II, 244-246) e l'incisore pongono in primo piano il prodigio avvenuto in una farmacia, al momento di pagare le medicine per un frate malato.
  • 29. Andrea da Cremona († 1594)
    29. Andrea da Cremona († 1594)
    Guardiano. Di origini nobili (famiglia Mussi), amò la povertà e la fraternità, attingendo energia dalla preghiera. Qui si riporta: il miracolo del pozzo, la guarigione del concittadino, il dono delle uova, la protezione di Cristo e della Vergine alla sua morte (Flores II, 248).
  • 30. Bernardino Croli da Colpetrazzo (1514-1594)
    30. Bernardino Croli da Colpetrazzo (1514-1594)
    Dopo essere stato Osservante, nel 1533 passò alla Riforma Cappuccina e conobbe quasi tutti i primi cappuccini. Eletto vicario provinciale della Provincia Umbra (1549 e 1558), aiutò i superiori generali del tempo e scrisse le cronache dei primordi.
  • 31. Evangelista Ferratina da Cannobio (1511-1595)
    31. Evangelista Ferratina da Cannobio (1511-1595)
    Vicario generale. Entrò dai Cappuccini e partecipò al Concilio di Trento (1562). Eletto più volte Definitore generale (1541 al 1593), procuratore dell’Ordine presso la Santa Sede (1558 e 1561), governò l’Ordine e organizzò gli studi (1564-1567).
  • 32. Silvestro Franco da Rossano (1538-1596)
    32. Silvestro Franco da Rossano (1538-1596)
    Procuratore generale. Predicatore nelle principali città d’Italia e guida delle Province di Bologna (1572), Toscana (1575-1577), Calabria (1578) e Puglia (?), fu Definitore generale (1581) e Procuratore generale (1583). Rifiutò episcopato di Mileto.
  • 33. Pacifico Italiano († 1596)
    33. Pacifico Italiano († 1596)
    Laico Aggregato alla Provincia della Catalogna è originario della zona di Cosenza nel 1584. In Spagna è testimone di un intenso spirito di orazione (vedi l’incisione nelle scene di sfondo sulla sinistra) e di eventi straordinari (vedi sulla destra) (Flores II, 691-693).
  • 34. Luca da Laterza († 1598)
    34. Luca da Laterza († 1598)
    Maestro dei novizi e Vicario provinciale nella Provincia di Otranto-Bari (1583), con il Capitolo generale del 1584 viene inviato in Francia a Parigi e a Lione come Commissario generale (1592, 1595). Da notare il ‘piantare il cavolo con le radici all’insù’.
  • 35. Giovanni Francesco († 1599)
    35. Giovanni Francesco († 1599)
    Chierico della Provincia di Bologna. Tra i vari elementi biografici descritti nei Flores (II, 518-522) l'incisore descrive, in una delle sue scene l'incontro contemplativo con il Crocifisso (sulla destra), quando, prima di entrare tra i Cappuccini, era alla ricerca della Divina volontà.
  • 36. Cherubino da Castel San Pietro († 1603)
    36. Cherubino da Castel San Pietro († 1603)
    Sacerdote. Tra i dati offerti nei Flores (Il, 478-481), la scena principale illustra l'incontro con una donna di Forlì alla quale il Cappuccino predice la morte del figlioletto.
  • 37. Eugenio dalla Valcamonica († 1603)
    37. Eugenio dalla Valcamonica († 1603)
    Sacerdote della provincia bresciana, viene presentato come efficace mediatore di favori celesti dalla B.V. Maria. Muore nel convento di Salò.
  • 38. Francesco da Novara († 1603)
    38. Francesco da Novara († 1603)
    Guardiano. Nella scena centrale della stampa si descrive l'ardente devozione all'Eucaristia che gli meritò di vedere, al posto dell'ostia consacrata, Gesù bambino. Cf Flores II, 262-266.
  • 39. Mario da Pizzighettone († 1603)
    39. Mario da Pizzighettone († 1603)
    Commissario generale a Lione «?». La scena sulla sinistra si riferisce alla costruzione del convento nella sua città natale, Pizzighettone. Un particolare iconico deviante è lo sfondo montagnoso, perché Pizzighettone è in piena pianura. (Flores II, 102-104).
  • 40. Salvatore da Cagnano Varano († 1605)
    40. Salvatore da Cagnano Varano († 1605)
    Laico. Un momento di intensa orazione davanti al crocifisso domina la presente raffigurazione. Cf. Flores II, 757-759.
  • 41. Ilarione da Vibonati († 1605)
    41. Ilarione da Vibonati († 1605)
    Guardiano. L'incisore dei Flores (Il, 268-272) opta per la profonda devozione nel celebrare l'Eucaristia. La scena sullo sfondo, a destra, riferisce di una predizione nei confronti di un giovane nobile accompagnato dai suoi amici.
  • 43. Domenico da Costa († 1606)
    43. Domenico da Costa († 1606)
    Predicatore e Vicario provinciale della Provincia veneta (1577, 1583, 1588, 1597), di lui si sottolineata che fece zittire le rane che disturbavano la meditazione ai novizi. Si accenna alla predicazione e alla bimba salvata dalle zanne del lupo.
  • 44. Arcangelo Forben-Gordon (1570-1606)
    44. Arcangelo Forben-Gordon (1570-1606)
    Definitore provinciale. Entrò nell’Ordine nel 1594 a Tournay, nella Provincia del Belgio (Fiandre). Si dedicò all’apostolato tra i militari scozzesi e al servizio degli appestati. La stampa pone in rilievo la rinuncia alla dignità nobiliare a cui aveva diritto.
  • 44. Francesco da Daroca († 1607)
    44. Francesco da Daroca († 1607)
    Laico. Interessante la raffigurazione dell’accoglienza dei poveri alla porta del convento, caratteristica tradizione dei cappuccini. Il miracolo del vino, scelto come tema centrale dell’incisione, forse non rende la complessa vivacità del suo agire e della sua vita religiosa.
  • 45. Ludovico da Pedace († 1608).
    45. Ludovico da Pedace († 1608).
    Laico. I Flores non ci offrono il dato iconografico che abbiamo di fronte; tuttavia esiste continuità di stile e di ispirazione con le incisioni della raccolta dell’Aremberg. La stampa è dominata da eventi straordinari, con la guarigione di un cieco, in primo piano (II, 774-776).
  • 46. Marco da Scotoneto († 1608)
    46. Marco da Scotoneto († 1608)
    Laico. Con questa figura di frate ritorniamo alle esperienze estatiche e oranti delle origini: la preghiera rende fr. Matteo quasi estraneo alle vicende della vita. L’incisione sottolinea questi aspetti: orazione, contemplazione e intensa carità fraterna. (Flores II, 768-771)
  • 47. Francesco da Castiglione († 1608)
    47. Francesco da Castiglione († 1608)
    Vicario provinciale della Provincia di Napoli (1574. 1579. 1594). Il prodigio delle fave occupa il primo piano della stampa nei Flores (II, 163-165).
  • 48. Matteo e un suo compagno († 1608)
    48. Matteo e un suo compagno († 1608)
    Sulla testimonianza di un uomo di mare, le fonti riferiscono brevemente di questi due confratelli uccisi in Algeria. Cf. Flores II, 493-494.
  • 49. Angelo de Joyeuse (1563-1608)
    49. Angelo de Joyeuse (1563-1608)
    Definitore generale. Di origini nobili, è al centro delle vicende della guerra di religione tra Francia e Inghilterra. Su richiesta del Re ritorna nell’esercito per difendere la cattolicità (1592-1599). Terminata il suo servizio ritorna tra i cappuccini. (Flores II, 56-64).
  • 50. Antonio da Napoli († 1609)
    50. Antonio da Napoli († 1609)
    Laico. La stampa mette in evidenza i doni contemplativi di questo cappuccino. Cf. Flores pag. 778-790 del II volume.
  • 52. Zaccaria Bovier da Saluzzo (1568-1638)
    52. Zaccaria Bovier da Saluzzo (1568-1638)
    Il Boverio, oltre alla composizione degli “Annali”, va ricordato per la predicazione controriformista (Savoia e della Val di Susa), per l’insegnamento teologico (Lione), per la funzione di consultore dell’Inquisizione e come Definitore generale (1633-1637).
  • 52. Raniero Sfaldelli da Borgo San Sepolcro (†1589)
    52. Raniero Sfaldelli da Borgo San Sepolcro (†1589)
    Il venerabile Raniero è uno dei Cappuccini laici più conosciuti del ‘500 (cf. Flores II, 641-667). Mattia Bellintani riconosce in lui alcune particolarità dei “folli di Cristo” di tradizione bizantina.
  • 53. Visioni e apparizioni
    53. Visioni e apparizioni
    Questa stampa appartiene al genere iconico delle "apparizioni", descritte nella prima parte dei due volumi dei Flores. Sono riportate le visioni di: 1. Antonio da Francica († 1603) 2. Giovanni da Castel Baronia († 1598) 3. Pietro "Uffugensis" († 1598) 4. Costantino da Patrica († 1586).
  • 54. Visioni e apparizioni
    54. Visioni e apparizioni
    Come nella precedente, sono qui rappresentate le visioni dei seguenti Cappuccini (Flores II, 1-4). 1. Andrea da Gandesa († 1605) 2. Urbano da Palermo († 1611) 3. Agostino da Ventimiglia († 1585) 4. Gerolamo da San Marzano Oliveto († 1603).
  • 55. Visioni e apparizioni
    55. Visioni e apparizioni
    Nel genere delle visioni (vedi le due precedenti), l'incisore pone al centro della stampa Paolo/Mauro/Marco da Morella (Provincia di Valencia, Spagna) con due suoi compagni († 1608) 2. Domenico da Verona († 1606) 3. Liberato "Meylensis" († 1606) 4. Fulgenzio da Ascoli († 1584).

I dati statistici del primo secolo parlano di un grande sviluppo dell’Ordine:  nel 1529 da una trentina di frati sparsi in quattro eremi si è arrivati al 1618 che i frati erano quasi quindicimila e i conventi oltre un migliaio. Qui viene riportato un elenco di questi primi cappuccini che, specialmente nei momenti più critici, hanno dato un impulso determinante all’Ordine.

Tra i cappuccini, non solo nel Primo secolo della Riforma, ma sempre, vi fu chi visse con eroica fedeltà la regola francescana e le costituzioni proprie dell'Ordine. E lo fece mentre era impegnato nei più svariati campi di lavoro, nella palestra del quotidiano. Vi è il frate cuoco, portinaio, ortolano, infermiere, addetto ad ogni specie di servizi domestici, questuante, sacerdote, predicatore, dottore della Chiesa e dottore creato nelle Università, guardiano, ministro provinciale e generale, missionario tra fedeli eretici e pagani, diplomatico, scrittore, maestro dei novizi, direttore degli studenti, lettore, confessore, cappellano militare e di ospedali, fondatore di congregazioni religiose, fondatore di conventi e muratore impegnato nel costruirli. Insomma, vi sono tutti i ruoli della vita fraterna vissuti con umanità e ricchezza di spirito.

L'ininterrotta schiera di padri e fratelli costituisce un'ideale galleria, quella della santità vissuta e presentata attraverso atteggiamenti, atti e fatti quanto mai significativi. Quindi, è anche una scuola pratica di genuina vita francescana, di fronte alla quale tutti possono confrontarsi con le proprie scelte fatte ed, eventualmente, da fare.