Novità - Eventi di rilievo

di Andrea Tornielli

Cari amici, come sapete ieri la Santa Sede ha preannunciato, con una conferenza stampa degna delle grandi occasioni, che Benedetto XVI dal prossimo 12 dicembre comincerà la sua presenza stabile nel mondo di twitter. Su Vatican Insider trovate tutti i dettagli. Qualcuno ha storto un po’ il naso per questa iniziativa, considerata quasi un cedimento al mondo virtuale dei social network.

È vero che il cristianesimo si è sempre diffuso da persona a persona, nell’incontro reale tra persone che si guardano negli occhi. Ma credo che la semplificazione di twitter, che come sapete tollera soltanto messaggi di non più di 140 caratteri, dunque stringatissimi, rappresenti una grande occasione anche per la Chiesa, che talora pare vittima di un eccesso di verbosità:

il messaggio finale al popolo di Dio dell’ultimo Sinodo sull’evangelizzazione – peraltro molto bello – era lungo dieci pagine e mezza, ma tanti altri documenti soffrono di un eccesso di parole, di un linguaggio talvolta autoreferenziale, di una quantità inversamente proporzionale all’efficacia. «E il Verbo di fece carta», titolava polemicamente già più di vent’anni fa un articolo della rivista «30Giorni» dedicato a quella malattia che Vittorio Messori ha definito «documentite».

 

Come sempre, il Vangelo si rivela quanto di più moderno ed efficace anche da questo punto di vista. Gli evangelisti hanno uno stile narrativo stringato, essenziale. Raccontano fatti, non fantasie. E quante parole compiute di Gesù possono oggi rientrare perfettamente ed efficacemente nello spazio angusto di un tweet? Vi cito solo le prime che mi sono venute in mente…

«Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato» (Luca 6,37).

«Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?» (Luca 6,41)

«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’e due in una buca?» (Luca 6,39)

«Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio» (Giovanni 14,21)

«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati»(Giovanni 15, 12)

«Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro» (Matteo 7, 12)

«Beati i miti, perché avranno in eredità la terra» (Matteo 5,3)

 

http://2.andreatornielli.it/?p=5318

 

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