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In Piemonte si celebra il sessantesimo anniversario della morte del religioso originario di None

di Domenico Agasso JR

Matteo Pittavino (nome di Battesimo e cognome) nasce a None il 28 maggio 1875, primo di otto figli. I suoi genitori - Andrea e Francesca Valentino - sono agricoltori. Nel 1892, già chierico, passa – dopo la morte del padre - dal Seminario diocesano al noviziato dei Cappuccini a Racconigi (provincia di Cuneo): da circa quattro anni è maturata la sua vocazione per l’Ordine cappuccino, stimolata da un anziano missionario cappuccino, che parlava di missioni.

 

 

Ecco che in Pittavino, diventato fra Angelico da None, emerge lo spirito missionario. Insegna Teologia agli studenti cappuccini a Busca (Cuneo), e nel 1897, a 22 anni, è nominato sacerdote. Undici anni più tardi viene eletto, 33enne, ministro provinciale dei Cappuccini piemontesi.

Alla fine del mandato domanda e ottiene di partire missionario: è il 1914, l’anno in cui realizza il suo sogno; la destinazione è l’Eritrea. Padre Angelico è evangelizzatore tra i bileni (popolazione eritrea) a Cheren, dove è direttore del Seminario e superiore del distretto. E poi diviene direttore dell’orfanotrofio, che arriverà a ospitare cento bambini contemporaneamente. Lo chiamano il «santo dei Bogos».

Nel 1938 viene trasferito in Etiopia, ad Addis Abeba, dove opera fino all’esilio per cause belliche, nel 1942.

Dopo quasi trent’anni rientra in Italia, e dal 1943 è a Bra (Cuneo) nel Convento della Rocca: lì si concentra in modo particolare sulla preghiera, il ministero del confessionale e la predicazione; e poi insegna nel vicino Seminario serafico.

Dopo avere vissuto come i popoli dai quali è andato ad annunciare la Parola di Dio, dopo avere curato con particolare passione le vocazioni locali, fondato numerose stazioni missionarie, scuole, ambulatori, essere stato definito «frate tuttofare», avere moltiplicato i seminaristi a Cheren, catechizzato, istruito, confessato, celebrato, lo stronca una lunga malattia – affrontata e sopportata con serenità - il 15 gennaio 1953, a Bra. Poco prima di morire, ha detto con fatica: «Gesù!... Maria... chiama­temi ed io verrò! Faremo una grande processione». La sua salma riposa a Bra nella chiesa dei Cappuccini di Santa Maria degli Angeli. È venerabile dal 7 marzo 1992.

Dopo le iniziative braidesi, domenica nella «sua» None si svolgeranno: la presentazione di filmati e fotografie - «Eritrea ieri e oggi»; lancio del sito internet padreangelicodanone.it , con il vicepostulatore p. Mario Durando; s. Messa con p. Michele Mottura, ministro provinciale dei Cappuccini.

GALLERY (clicca sulle foto per ingrandirle)

 

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