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Il gesto del pontefice apre a una stagione nuova nel modo d’intendere e gestire il ministero del papato. Lo stupore che proviamo, dunque, si apre alla gratitudine per l’umiltà e il coraggio di un atto che farà storia

di Piero Coda

«Nessuno ha amore più grande di chi dà la vita per i propri amici». Benedetto XVI, sin dall’inizio del suo ministero, ci ha stupiti perché con la semplicità e la radicalità del Vangelo ha parlato del suo rapporto con Gesù, e del rapporto che in Gesù siamo chiamati a vivere tra noi, nei termini più belli e intensi della nostra esperienza: l’amicizia.

 

 

Il gesto inatteso con cui oggi ha annunciato la sua rinuncia al ministero di Vescovo di Roma e Successore dell’apostolo Pietro, è il segno più alto di questa amicizia di cui ci ha fatto dono. Un gesto alto, che non solo mette un sigillo straordinario su questo pontificato, ma che apre a una stagione nuova nel modo d’intendere e gestire il ministero del papato. Lo stupore che proviamo, dunque, si apre alla gratitudine per l’umiltà e il coraggio di un atto che farà storia. E che, facendoci tutti sentire come mai vicini al cuore di Benedetto XVI, ci fa sentire anche più vicini gli uni agli altri sui sentieri di luce e di speranza tracciati dal Concilio Vaticano II.

 

11-02-2013  
fonte: Città Nuova

 

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