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A Bologna in questi tre giorni di Festival Francescano migliaia di persone si sono fermate a riflettere sull’importanza del dialogo

Piazza Maggiore e Piazza Re Enzo gremite per assistere agli oltre 100 appuntamenti del Festival Francescano, molti di questi da tutto esaurito. Soddisfatti gli organizzatori: “Undici anni di Festival Francescano sono sinonimo di una manifestazione attesa e consolidata, che continua a sviluppare stimoli e partecipazione”. Il prossimo anno, sempre a Bologna, si parlerà di economia.

 

Le “prove di dialogo” del Festival Francescano hanno funzionato. Per tre giorni a Bologna si è dato spazio al dialogo tra religioni, ma anche al confronto tra generazioni, culture, generi, discipline: e così in Piazza Maggiore si sono riversati circa 60mila giovani, studenti, stranieri e cittadini di ogni età che hanno partecipato alle iniziative e agli incontri proposti da una manifestazione che quest’anno si è caratterizzata per essere particolarmente internazionale, grazie agli ospiti stranieri e ai temi affrontati.

Alcuni dei 150 eventi in programma hanno avuto picchi di partecipazione: oltre 2.000 persone venerdì pomeriggio hanno ascoltato con estrema attenzione e in assoluto silenzio l’atteso confronto tra Agnese Moro e l’ex br Adriana Faranda, moderato dall’arcivescovo di Bologna Mons. Mattia Zuppi; in 7.000 si sono recati in piazza per concerto di Simone Cristicchi di ieri sera; sempre ieri quasi 1.000 persone hanno voluto entrare “Nell’anima della Cina”, grazie all’incontro tra Romano Prodi e Antonio Spadaro; oltre 500 gli intervenuti oggi alla conferenza di Timothy Radcliffe sul dialogo tra cristiani e non credenti; oltre 1.000 bambini hanno prenotato i laboratori e i giochi della Città dello Zecchino d’Oro, tutti all’insegna dell’incontro e del confronto con l’altro.

Molto gradita da centinaia di persone anche l’esperienza della Biblioteca Vivente – con bibliotecari e un catalogo di titoli, dove i libri sono persone in carne e ossa che si sono messe a disposizione dei lettori per raccontare la propria vita – così come la “Tenda dell’incontro” dove islamici, metodisti, valdesi, evangelici, ebrei si sono fatti conoscere dai visitatori attraverso fotografie, libri, preghiere, testimonianze.

L’importanza dell’apertura agli altri è stata ricordata anche nel’omelia di Mons. Paolo Bizzeti, Vicario Apostolico dell’Anatolia, che ha presieduto la celebrazione eucaristica di questa mattina in una Piazza Maggiore gremita. A fianco dell’altare, per ricordare che oggi ricorre la 105esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, è stata esposta una coperta termica come quelle che vengono usate per proteggere i naufraghi tratti in salvo. Mons. Bizzeti ha commentato la parabola del ricco e del mendicante Lazzaro (Luca 16, 19-31): “Noi riuniti qui questa mattina facciamo parte della minoranza di persone che controllano l’80% della ricchezza sulla terra. Questa parabola è un grande invito a colmare gli abissi: tra il nord e il sud del mondo, tra religioni e credenze diverse, tra posizioni contrapposte. Il ricco non solo non dà da mangiare a Lazzaro, ma non interagisce con lui e non ascolta né lui né Abramo: si chiude così in una prigione di solitudine e questo sarà il suo inferno. E’ solo con il dialogo e il confronto che si colmano gli abissi”.

E’ soddisfatto Fra Giampaolo Cavalli, presidente del Festival Francescano: Per tre giorni abbiamo proposto un’alternativa alle corride mediatiche e ai “selfie monologhi” che imperversano sui social e a cui siamo ormai purtroppo abituati. La gente ha apprezzato questa possibilità di confronto tra posizioni anche distanti tra loro e mi auguro che abbia riscoperto la possibilità di andare incontro all’altro “attraverso parole””. Cavalli annuncia anche il tema della prossima edizione, che si svolgerà sempre a Bologna: “Il prossimo anno si parlerà di questioni legate all’economia. Guarderemo con attenzione ciò che accadrà ad Assisi nel marzo 2020: qui Papa Francesco ha convocato un grande incontro con giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo per “ri-animare l’economia”.  Per declinare il tema all’interno del Festival partiremo senz’altro dall’enciclica Laudato si’: è impensabile immaginare un’economia sostenibile che non preveda il rispetto del creato; il modello dovrebbe essere una scelta rivoluzionaria come quella di san Francesco, che rifiutò l’economia del tempo per costruire quella improntata al dono, alla fraternità e all’inclusività”.

(fonte: http://www.festivalfrancescano.it/il-dialogo-del-festival-francescano-conquista-bologna-oltre-60mila-presenze/ )