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Del manoscritto “Breve ma certa e veridica notizia delle fondazioni de’ conventi de’ cappuccini della provincia di Messina” di Bonaventura Seminara da Troina, frate cappuccino, nato a Troina nel 1636 e morto a Messina nel 1704, ne hanno parlato venerdì sera nella chiesa Santa Maria degli Angeli del convento dei padri cappuccini di Troina, Giuseppe Lipari, già docente di Bibliografia e Biblioteconomia nell’Università di Messina, e Fiorenzo Fiore da Troina, frate cappuccino, già ministro della provincia cappuccina di Messina. Lipari e Fiore ne hanno curato gratuitamente la pubblicazione in volume del manoscritto su commissione e a spese del comune di Troina. Introducendo il tema dell’incontro con i due curatori del volume, Silvano Privitera ha detto che il tratto peculiare del manoscritto di Bonaventura è il riferimento anche ai fatti accaduti in vita dell’autore e che non riguardano soltanto la storia del francescanesimo in Sicilia. Il sindaco Fabio Venezia, rivolgendo il saluto ai relatori e al pubblico presente in chiesa, ha detto che con la pubblicazione in volume del manoscritto, che finora è stato letto da pochissimi, ora possono leggerlo e consultarlo in molti. Lipari ha precisato che è riduttivo ricondurre il manoscritto, che si articola in 4 libri, alla storia dei cappuccini nella provincia francescana di Messina di cui Bonaventura ha notizie di prima mano di quello che succedeva nei conventi. E’ una miniera di informazioni importantissime per tutti noi oggi su quello che succedeva dentro fuori dai conventi nella Sicilia del ‘600, ha aggiunto Fiore, che parlato di un padre Bonaventura quale “persona innamorata della vita cappuccina”. Nella discussione che n’è seguita ci sono stati altri interventi. Basilio Arona, storico locale, ha fornito alcune informazioni sull’assetto urbanistico di Troina del ‘600. Il prof. Federico Martino, già docente di Storia del diritto italiano all’Università di Messina, ha detto che il manoscritto di Bonaventura ripropone la riflessione sul rapporto dello storico con le fonti, che deve essere un rapporto critico. Padre Luigi Saladdino, ministro della provincia cappuccina di Messina, ha messo in rilievo il nesso tra cultura e sviluppo economico, smentendo l’affermazione che con la cultura non si mangia.