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Con il “Pace e bene a tutti” di padre Mariano, il frate cappuccino, famoso conduttore televisivo, il cui saluto ai telespettatori entrò nell’immaginario collettivo, si aprì nel 1971 la Settimana della Fede, l’ormai consueto appuntamento della Quaresima tarantina che quest’anno taglia il traguardo del mezzo secolo. Il ciclo di conferenze avrà inizio lunedì 14 e si protrarrà fino a venerdì 18, con la concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro. Ne abbiamo parlato, in un excursus di ricordi, con il prof. Vittorio De Marco, docente di storia contemporanea all’UniSalento e direttore della biblioteca arcivescovile, mercoledì fra i relatori.

“L’idea fu dell’allora arcivescovo mons. Guglielmo Motolese – dice – che volle dar vita, in Quaresima, a una sorta di sosta dello spirito ai fini di una riflessione comunitaria sui tanti spunti di rinnovamento scaturiti dal Concilio. Questo, anche per meglio incidere sulla trasformazione in corso della società tarantina soprattutto per l’espansione del centro siderurgico”. Sfogliando idealmente l’album dei ricordi, attraverso le varie locandine, il prof. De Marco ci mostra come la prima edizione della Settimana della Fede, nel ’71, svoltasi (come tutte le successive) in concattedrale, presentasse relatori davvero di alto livello come l’allora arcivescovo di Genova Giuseppe Siri, il cardinale statunitense Joseph John Wright (prefetto della Congregazione del clero), il biblista mons. Salvatore Garofalo, quasi presenza fissa negli anni successivi, oltre, ovviamente, a padre Mariano, di cui è in corso la causa di beatificazione.

Altri ospiti illustri figurarono nel 1975: Giorgio La Pira, il “sindaco santo” di Firenze e messaggero di pace in tutto il mondo, e Loris Capovilla, segretario particolare di Giovanni XXIII, trattarono, ognuno per aspetti diversi, il tema “Salviamo i valori umani”.

Il famoso scrittore Mario Pomilio, l’autore de “Il quinto Evangelio” fu tra i relatori di spicco dell’edizione del 1976 mentre in quella del 1978 l’unico relatore fu il biblista mons. Giovanni Garofalo che si soffermò sui vari aspetti degli Atti degli Apostoli. Nel 1980 ci fu il debutto alla “Settimana” di uno dei più grandi scienziati dei nostri tempi, il prof. Antonino Zichichi, che parlò del rapporto tra fede e scienza. Lo scienziato ritornò in Concattedrale nel 1985, assieme a uno dei volti più noti dell’informazione televisiva, Nuccio Fava, che relazionò sulla problematica delle comunicazioni sociali nell’ambito dell’evangelizzazione. Nel 1986, tra i relatori più importanti, ci fu il fondatore di Comunione e Liberazione, il “Giuss”, al secolo mons. Luigi Giussani, che parlò delle prospettive per la fede a vent’anni dal Concilio. Nel 1989 toccò all’arcivescovo di Palermo, Salvatore Pappalardo che nei ventisei anni alla guida della diocesi seppe contrapporre alla “cultura mafiosa” del territorio un deciso e rinnovato impegno pastorale. In quello stesso anno, in occasione della venuta a Taranto di Giovanni Paolo II, si tenne un’edizione straordinaria della Settimana della Fede con due ospiti davvero di riguardo: il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana Camillo Ruini e, per la terza volta, lo scienziato Antonino Zichichi.

In preparazione al Grande Giubileo del 2000, dal 1991 furono sviluppati in diverse edizioni gli articoli del Credo mentre dal 2002 al 2011 toccò ai Dieci Comandamenti, con l’eccezione del 2009 (dedicato al bimillenario di San Paolo) e del 2010 (dedicato al sacerdozio, ministeriale e laicale, per i 150 anni dalla morte del santo Curato d’Ars)

Nel 2000, durante il ciclo di conferenze fu esposto il Crocifisso Miracolo proveniente dall’omonimo santuario al Borgo, come accadde anche nel 1974.

Un altro noto volto televisivo giunse nel 2017: mons. Giovanni D’Ercole, conduttore di seguitissime rubriche religiose su Rai 2, che parlò della testimonianza della Misericordia nei territori colpiti dal terremoto. Al termine della conferenza, tanti fedeli si misero in fila per ottenerne la benedizione. In quello stesso anno ci fu un altro testimone della Misericordia: Ernest Simoni, l’ultraottantenne cardinale vescovo dell’Albania che parlò delle sofferenze patite durante il regime comunista.

E scorrono ancora tanti, tanti altri volti di relatori, passando in rassegna le varie edizioni di questa bella iniziativa voluta da mons. Motolese e portata avanti magnificamente dagli arcivescovi che gli sono succeduti: mons. Salvatore De Giorgi, mons. Benigno Luigi Papa fino a mons. Filippo Santoro, che ha dedicato questa cinquantesima edizione al cammino sinodale chiesto alla Chiesa da Papa Francesco.