SANTI E BEATI VENERABILI
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*BENEDETTO da Monterubiano
– sacerdote di santa vita con fama di santità si riposò nel Signore († 1625)

*BENEDETTO da Pratola - laico, religioso di santa vita nel quale risplendevano le più belle virtù serafiche, specialmente si mostrò assai fervente nella carità e nella custodia della lingua che usava solo per cose necessarie e sante. La squisita carità di cui era adorno gli meritarono l'appellativo di “mamma”. Provato da una lunga malattia predisse che non sarebbe morto se prima non tornava il Guardiano assente, ed appena questi rientrò chiese la sua benedizione e santamente spirò († 1659)

*BERNARDO da Montorio – sacerdote. Amante della penitenza soleva andare oltre le mortificazione praticate dall'Ordine. Avendo stabilito delle norme per lui e per i suoi seguaci ne ebbe divieto dai Superiori ai quali si sottomise. Osservava quaresime private, digiunava sovente pane e acqua ed era solitamente parco nel prendere il cibo. Carico di meriti per le tante opere compiute si riposò nel Signore con fama straordinaria († 1634)

*BERNARDINO Baroncelli dall'Aquila - sacerdote, nobile di famiglia e dottore dell'una e l'altra legge abbandonò le glorie del mondo per consacrare la sua vita in un felice connubio di scienza e pietà, i rari talenti agli esercizi della regolare osservanza e la generosità dei sui sentimenti ai doveri della perfetta obbedienza. Fece predizioni sulla sua persona che si verificarono († 1590)

*BERNARDINO da Carsoli - laico, per la sua spiritualità ed esemplarità fu destinato sempre nei luoghi di formazione. Tale era la sua umiltà che scongiurava i confratelli di comandarlo in quello che meglio avessero creduto, dispiacendosi fino a piangere quando non riusciva a contentare qualcuno e sopportava volentieri quelli che abusando della sua docilità lo facevano molto soffrire. Fuggiva l'ozio e del lavoro faceva un mezzo di santificazione. Digiunò sino alla fine della vita tutte le quaresime del Serafico Padre, della Chiesa ed altri giorni di propria scelta. Divenuto vecchio e cieco partecipava alle pratiche di pietà facendosi trasportare in chiesa o camminando a carponi. Costretto dall'obbedienza a rimanere in cella, si inginocchiava ugualmente per tutto il tempo. Morì come era vissuto, da santo († 1647)

*BERNARDINO Rossi da Gesso - sacerdote, di specchiate virtù, di vita molto austera e modesto fino allo scrupolo – nei suoi 45 anni di vita religiosa non mirò mai volto di donna. Predisse ad un giovane chierico spagnolo che sarebbe stato ucciso da quello stesso amico con cui consumava molto tempo in ciarle inutili. Nacque, indossò il nostro abito e morì sempre nella vigilia di Natale († 1651)

*BERNARDINO da Gubbio - sacerdote, osservante e fervoroso morì santamente operando prodigi soprattutto verso i poveri infermi († 1642)

*BERNARDINO da Ofena - laico, amante della povertà e semplicità, dell'orazione e del lavoro. Astinente a tal punto che durante la sua vita religiosa non mangiò mai pietanza né di carne e né di pesce, digiunò quasi sempre con pane e acqua. Era da tutti ricordato per la gran carità esercitata con gli infermi e per lo spirito profetico († 1657)

*BERNARDINO Roncone da Scalfi - laico, dopo una vita secolare al quanto singolare diventò religioso assai mirabile, umile e penitente in modo straordinario… severissimo con se stesso usava ogni genere di mortificazione, come la macerazione della carne con cilizi e discipline, digiuni protratti per intere quaresime. Perfetto modello di obbedienza. Di lui esiste un voluminoso processo di deposizione giurate che ne attestano i singolari pregi e le grandi virtù († 1650)

*BERNARDINO da Tagliacozzo - laico, umilissimo amò sempre il vivere nascosto, stimato per lo spirito di orazione, per la gioia che traspariva da lui quando serviva i poveri e per la dolcezza che avvertiva chi lo incontrava. Preannunziò ad un frate che sarebbe morto fuori dall'Ordine, guarì con un segno un uomo che si era fermato in convento dopo aver indovinato che soffriva di dolori colici, lui stesso guarì da mal di testa dopo aver indossato il cappuccio del servo di Dio
P. Francesco secondo quando gli aveva predetto il suo concittadino nell'apparizione († 1649)

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