SANTI E BEATI VENERABILI
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*AGOSTINO Petrilli da Sulmona - sacerdote, era fornito delle più belle qualità che formano un uomo di governo, zelante nell'osservanza regolare e del buon ordine che promosse in ogni maniera, dolce e affabile nei modi, savio e maturo nei consigli, amante dei giovani, gelosissimo del segreto e del silenzio, decorso e modesto, semplice († 1857)

*ALESSANDRO Carmelo da Frisa - laico, corrispondendo alla grazia della vocazione, non conobbe difficoltà nell'osservanza di quanto aveva promesso. Non fu visto mai in ozio: pregava sempre e lavorava. Morì lasciando l'inestimabile tesoro dei buoni esempi e in fama di santità († 1812)

*ALESSANDRO da Montorio - sacerdote, devotissimo di Maria e del SS.mo Sacramento. Per quanto austero con se stesso era altrettanto affabile, dolce e benigno verso gli altri. Essendo stato assassinato, non solo perdonò ai suoi offensori, ma implorò per essi il perdono anche dai giudici e lo ottenne. Con fama di santità e di operati prodigi, pieno di anni e di meriti, facendo affettuosi colloqui con il Crocifisso che teneva tra le mani e teneramente baciava si riposò nel Signore († 1655)

*ALESSANDRO dei baroni Sardi da Sulmona - sacerdote, fu specchio di umiltà, di modestia, di povertà, di mansuetudine, di carità, uomo saggio di governo († 1675)

*AMADIO da Chieti - laico, virtuoso e assai di buon esempio ai confratelli. Ebbe il dono dei miracoli e lo spirito di profezia. Morì vittima tra gli appestati († 1656)

*ANDREA Giacone da Roccadibotte – dopo aver commesso nel secolo azioni così gravi da esser bandito con pena di vita e postosi al servizio dei Colonna entrò con i Cappuccini e direbbe sacerdote ornato di ogni virtù e ricco di doni soprannaturali e divini. Indossava cilici e si disciplinava giornalmente a sangue, rigorosissimo nei digiuni, per lungo tempo non si cibò che di scarso pane ed acqua. Amava silenzio, preghiera e tanto era ammirabile che ebbe anche delle estasi. Per sua intercessione l'Altissimo offrì molte grazie ai suoi devoti anche dopo la sua morte. Esiste in archivio diversa documentazione († 1651)

*ANGELO di Alanno - laico, uomo di grande semplicità e amante dell'orazione, fervente e generoso assai nell'esercizio della carità. Di lui si ricordano prodigi prima e dopo il beato transito († 1658)

*ANTONIO Giammarini da Montepagano - sacerdote, di costumi angelici e di carità veramente serafica. Guardiano esemplare seppe tutti conquistare con la carità che esercitò in forma eccelsa quando ottenne il permesso dai suoi superiori di andare a Loreto (Teramo) per assistere gli appestati. Colpito dal morbo si offrì vittima a Dio per il popolo, precisò il giorno e l'ora del suo transito, predisse ch'egli sarebbe stato l'ultimo appestato di quel paese e che la peste sarebbe cessata appena l'anima sua se ne volava al cielo. Lasciò fama di santità e di operati prodigi († 1657)

*ANGELO Di Filippo da Mosciano - sacerdote, semplice, silenzioso, dedito all'orazione e alla contemplazione e molto caritatevole. Lo si vedeva sempre allegro, ilare, giocondo perfino il giorno di sua morte quando mentre cantava al suo Signore, davanti ai suoi frati, consegnò l'anima alla Beata e sempre vergine Maria di cui era molto devoto e agli angeli che a schiere gli apparvero († 1654)

*ANSELMO da Fossa – sacerdote, praticò tutte le virtù in grado perfetto e le promosse in altri. Ebbe lo spirito di profezia e il dono dei miracoli, la grazia della parola per cui ottenne molte strepitose conversioni illuminando le menti più ottenebrate. Rigidissimo con se stesso, benevolo, generoso con gli altri, portava il cilicio e per intere giornate non toccava cibo Gli spiriti infernali pur se disturbarono il suo apostolato mai la ebbero vinta. Eletto Ministro Provinciale rinunciò dopo qualche tempo per dedicarsi al ministero. Preannunciò la sua morte tre giorni prima e i suoi funerali furono una vera testimonianza. Tutti desideravano ricevere una reliquia. Dopo quattro anni il suo corpo fu trovato incorrotto. In archivio esiste il processo informativo delle virtù († 1626)

*ANTONIO da Lanciano - sacerdote, di specchiate virtù morali ed eccellente direttore spirituale. Profuse largamente i tesori della sua bontà, della sua prudenza, della sua sapienza e vigilanza. Il pregio non fu solo la pratica delle virtù in grado eminente, ma l'umiltà con la quale si studiò di celare i doni di Dio, i digiuni rigorosi, le penitenze. Sotto l'abito portava una veste intessuta a maglie di ferro con punte acuminate. Pazientissimo nei dolori, sempre lieto con tutti si addormentò nel Signore con fama di santo e di qualche operato prodigio († 1652)

*ANTONIO da Leonessa – laico, uno dei primi discepoli di San Felice da Cantalice di cui imitò lo spirito di semplicità, d'innocenza, di umiltà, di mortificazione, di povertà, di obbedienza e di tutte le altre virtù evangeliche e serafiche. Nonostante il suo servizio di questuante non perse lo spirito di orazione. Ebbe il dono delle profezie, dei miracoli e delle guarigioni. Il più bel elogio lo lasciò lo stesso san Felice ad un signor aquilano: «la città dell'Aquila diverrà più illustre per avere in se una gemma preziossissima, ancorché da lei non conosciuta piacesse a Dio ch'io fossi degno di sedere in quel luogo che Dio gli ha preparato dopo la morte». Predisse al suo guardiano P. Bernardino dall'Aquila che sarebbe morto 15 giorni dopo di lui. Operò miracoli anche dopo morte. Dopo 19 anni il suo corpo fu trovato incorrotto e spirante odore, la stessa cosa si verificò dopo 26 anni e per molto tempo dal sepolcro dei frati si sprigionarono celestiali fragranze come attestano persone di fede. Esistono diversi documenti († 1590).

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