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Tra le corsie del supermercato e le bancarelle per evangelizzare
di Federico Genta
Conquistano prima di tutto con il loro sorriso. Stringono le mani, dispensano auguri e regalano palloncini ai bambini. Sono i frati e le sorelle francescane che hanno invaso le piazze e i centri commerciali di Chieri. Per due settimane porteranno il Vangelo e gli insegnamenti della Bibbia fuori dai luoghi di culto tradizionali.
Loro, alle tante chiese della città, hanno preferito i banchi di frutta e verdura, i negozi e gli scaffali dei supermercati. Arrivano da Torino, dal Veneto e dalle Marche per rispondere alla chiamata di «Incontriamolo», la rassegna di spiritualità che nei prossimi giorni abbraccerà gran parte dei paesi sparpagliati sul territorio chierese.
Alle 8, puntuali, erano già tra le urla dei commercianti di piazza Dante. A testimoniare la fede tra le casalinghe cariche di borse della spesa. C’è chi non si ferma nemmeno e abbassa svelto lo sguardo. Altri si avvicinano, quasi stupiti da quella presenza insolita. «Di questi tempi la gente va di fretta - commenta Suor Silvia Levorato, alcantarina di Fiesso D’Artico, paesino della riviera del Brenta - Spetta a noi il compito di fermare le persone, convincerli che non sono soli a lottare tra mille difficoltà».
Piano piano i loro modi garbati hanno la meglio sull’indifferenza. «Mi piace anche solo guardarli - ammette Mario Calabrese - E’ bella l’idea di una chiesa che viene da te». A metà mattina il gruppo si ricompatta. Il prossimo obiettivo è l’Ipercoop di via Polesine. L’evangelizzazione varca le soglie delle gallerie commerciali. Con la raccolta di fondi per i bambini poveri di Capo Verde. Con i canti e le chitarre davanti alle vetrine dei negozi.
Franco Busato, 38 anni, è un cappuccino arrivato da Fossano: «L’atmosfera si deve ancora scaldare ma i clienti, inizialmente spiazzati, impareranno presto a conoscerci». Per lui questa non è la prima esperienza. Spiega: «Avevamo già provato qualcosa di simile durante il Festival francescano di Reggio Emilia, nel 2009».
I sai si sparpagliano. Lungo i corridoi. Vicino alle casse. Attorno a loro i volontari di Incontrinsieme non smettono di distribuire volantini. E’ il lato laico della rassegna. Famiglie come quella di Juan Leon, spagnolo trapiantato a Chieri per amore. «Qui ho conosciuto mia moglie e, sei anni fa, un gruppo di persone riunite dalla voglia di condividere le proprie passioni, la fede, la vita di tutti i giorni».
Davanti a una rivendita di intimo si racconta la storia di Ester, che seduce il re persiano Serse e salva il popolo giudeo dallo sterminio. Un libro della Bibbia commentato tra vestaglie e slip, ma non è nulla di blasfemo. «La vera evangelizzazione è questa» spiega Lorella Mattioli, sorella dell’ordine della Beata Angelina. Arriva da Cingoli, nelle Marche. Continua: «Insegniamo che la ricerca di benessere e felicità, non è altro che la ricerca di Dio». Rita Botta resta immobile a osservare la scena.
Aggrappata al carrello della spesa, quasi si commuove. «Ascoltare questi giovani è un vero piacere - dice - Vorrei poterli incontrare tutti i giorni». Poi la promessa: «L’anno prossimo io e mio marito festeggeremo 50 anni di matrimonio. Per l’occasione, ad Assisi, ci andremo per davvero».
La Stampa, Torino, 23 settembre 2012