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di Don Davide Banzato
I Padri della Chiesa dicono di Maria che è "più che martire"! Eppure non l'hanno fisicamente uccisa e sembra non abbia svolto viaggi alla san Paolo in missione subendo percosse per testimoniare il Vangelo fino al sangue...
Forse troppo semplicemente si fa l'equazione "martirio uguale santità" immediata, dando importanza al martirio rosso, ma trascurando che esiste un “martirio bianco”. Bianco in apparenza, rosso nell’essenza. “Una spada – e che spada! – ha trafitto il cuore di Maria” lasciando candide le sue vesti e spoglie mortali, ma tingendo di rosso profondo la sua anima consacrandola “Regina del Cielo”.
Morire in un attimo, per quanto cruento possa essere, dischiude l'orizzonte al Paradiso. Morire ogni giorno attimo dopo attimo - come tanti nascosti e sconosciuti "crocifissi vivi" nel mondo - è sicuramente più doloroso, soprattutto senza aver la consolazione di una parola "fine" che apra ad un nuovo.
Maria viene uccisa nel cuore senza l'immediata prospettiva di Cielo. Maria partecipe della Passione del Figlio e resta sulla Terra chiamata alla missione di “Regina degli Apostoli”. Forse avrebbe voluto morire col Figlio in quel momento, forse avrebbe voluto consolazione... Invece si trova investita di una nuova missione come consolatrice: "Ecco tuo figlio!"
Il corpo esanime di Cristo viene trafitto dalla lancia, ma quella lancia trapassa il corpo di Gesù fino a toccare l’anima di Maria. Lei trafitta nel profondo diviene Madre e Regina di noi tutti.
Alcuni sottolineano che Ester è figura di Maria. Come Ester è preparata da sempre per salvare il popolo di Israele una volta regina, così Maria da sempre Immacolata è preparata per essere Dimora di Dio e per diventare, Assunta in Cielo, la Regina che cerca di prolungare il tempo della Misericordia a discapito di quello del Giudizio, rappacificando Terra e Cielo, intercedendo per noi.
Pensando a queste cose la Pace scende nel mio cuore. Appena mi distraggo e smetto di custodire la preghiera, una grandissima ansia mi assale. Allora ad un tratto ripenso a cosa davvero devo rivolgere la mia attenzione, chiedendomi: "Perché sono diventato sacerdote? perché sono cristiano?" "Perché innamorato di Cristo; solo per questo e per questo voglio restare nel Suo Amore, cercando di fare la Sua Volontà, fidandomi e chiedendoGli di farmi santo. Tutto il resto non conta!" Ogni preoccupazione è svanita. L'unica cosa che conta è "restare nel Suo Amore", proprio come ha fatto Maria!
Maria, sia in noi la tua anima e il tuo amore!
Non conta cosa e quanto facciamo ma come e quanto amiamo. Allora ogni cosa sarà solo declinazione del verbo farsi santi, unico compito e nostra urgenza.