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La proposta non prevista ma appassionatamente attesa risuona al termine della messa all’esterno della Basilica della Natività. Francesco attende Peres e Abbas a Roma per la pace. Visita dedicata alla Palestina, nel cuore della sofferenza di un popolo. Dal nostro inviato
di Paolo Lòriga
Il grido di esultanza che parte dal settore dei sacerdoti, in grado di capire l’italiano, esplode appena il papa, al termine della recita del Regina Coeli, lancia con voce sommessa la novità che tutti bramavano. «Invito il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il presidente israeliano Shimon Peres ad elevare insieme con me un’intensa preghiera, invocando da Dio il dono della pace». E precisa, con concretezza, il luogo: «Offro la mia casa in Vaticano per ospitare questo incontro di preghiera». La folla palestinese, assiepata nella Piazza della Mangiatoia per partecipare alla messa papale, libera un applauso vigoroso, appena capita la proposta.
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di Victoria Gómez
fonte: Città Nuova
Non tanto una prolusione, quanto una meditazione e all’inizio una confidenza. Con questi toni il papa ha aperto la 66esima assemblea della Conferenza Episcopale italiana. Traccia l’identikit del vescovo e indica le priorità: famiglia, lavoro, migranti.
La confidenza. «A me sempre ha colpito come finisce il dialogo fra Gesù e Pietro: “Seguimi!”». Esordisce così papa Francesco alla 66esima assemblea della Conferenza episcopale italiana. E continua ancora con Pietro che chiede notizie sulla sorte di Giovanni e Gesù che prosegue: “A te non importa. Tu, seguimi”. Papa Francesco incalza sulla stessa linea i vescovi italiani: «Io vorrei andarmene con questo messaggio, soltanto. L’ho sentito mentre ascoltavo questo: “A te non importa. Tu, seguimi”».
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Padre Guglielmo Sghedoni da Corlo di Formigine, sacerdote Cappuccino, nel prossimo luglio avrebbe celebrato 72 anni di sacerdozio e compiuto 96 anni di età. Da alquanto tempo si era trasferito nell’infermeria provinciale del convento di Reggio Emilia, dove poteva godere di diversi servizi per un suo maggiore benessere fisico.
La sua lunga vita è stata contrassegnata da un’intensa spiritualità sacerdotale. Nel 1949 si laureò in teologia dogmatica presso l’Università Gregoriana di Roma, aggiornando la sua formazione con un continuo e approfondito studio personale. Il suo volto è quanto mai noto ai tantissimi che negli anni lo hanno avuto come confessore o lo hanno visto svolgere il suo ministero sacerdotale.
Padre Guglielmo è stato per due trienni Ministro Provinciale della Provincia parmense, e anche Segretario nazionale e poi Presidente dei Ministri provinciali d’Italia, e per sei anni Vicario Generale dell’Ordine Cappuccino (1970 – 1976).
È morto il 19 maggio 2014 alle ore 17,15 nell’Infermeria di Reggio, consunto dalle fatiche del suo impegno sacerdotale, ma con le mani piene di frutti per il cielo.
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fr. Giampiero Gambaro, Ministro provinciale (riconfermato)
fr. Teobaldo De Filippo, Vicario provinciale
fr. Gabriele Ambu, 2° Consigliere
fr. Walter De Andreis, 3° Consigliere
fr. Gianfranco Jacopi, 4° Consigliere
Data 15 maggio 2014
Luogo: Convento San Bernardino, Genova
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fr. Michele Mottura – Ministro prov.
fr. Roberto Rossi Raccagni – 1° consigliere e Vicario prov.
fr. Francesco Daniele – 2° consigliere
fr. Luca Margaria – 3° consigliere
fr. Luigi Vitali – 4° consigliere
Novara, 12 maggio 2014
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Una straordinaria occasione per parlare a cuore aperto della Chiesa, del sacerdozio, delle tentazioni e delle sfide dei consacrati. E’ quanto accaduto stamani – in Aula Paolo VI – con l’incontro del Papa con gli alunni dei Pontifici Collegi e dei Convitti di Roma. Francesco ha dialogato a lungo con seminaristi e sacerdoti, senza alcun testo preparato. L’indirizzo d’omaggio al Pontefice è stato rivolto dal cardinale Beniamino Stella. Il servizio di Alessandro Gisotti:
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La Chiesa indiana, molto impegnata nel campo educativo, “ha il dovere di avviare e gestire istituti scolastici non solo nelle città ma anche nelle aree rurali, per servire i poveri e gli emarginati. Anche perché oggi in India il 65 % di tutti i cristiani provengono dalle aree rurali”. E’ quanto dice all’Agenzia Fides p. Nithiya Sagayam, OFMCap, coordinatore della “Associazione delle Famiglie Francescane d' India” (AFFI) e Direttore del Centro francescano della pace “Udhayam”, in Tamil Nadu.
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Chiamati a servire:
fr. Matteo Ghisini, Ministro provinciale (riconfermato)
fr. Francesco Maria Pavani, Vicario provinciale
fr. Lorenzo Motti, 2° Consigliere
fr. Paolo Mai, 3° Consigliere
fr. Maurizio Guidi, 4° Consigliere
30 aprile 2014
Luogo: Collegio San Domenico, Fognano di Brisighella (Ravenna)
Presidente: fr. Raffaele Della Torre
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Tra le opere più note di Caravaggio e universalmente riconosciute come autografe, spiccano le due versioni della Cena in Emmaus. Le due tele, dipinte in momenti diversi di alterna foturna, a pochi anni di distanza l’una dall’altra, rappresentano il noto episodio narrato nel Vangelo di Luca: due discepoli si intrattengono, durante un breve viaggio a piedi, con Gesù Risorto e lo riconoscono solo a tavola, al momento della benedizione e dello spezzare del pane.
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