
Eventi di rilievo
di Michele Zanzucchi Un fulmine a ciel sereno, per tanti, non per tutti. I più avvertiti osservatori, ma anche tutti coloro che lo seguivano con amore e attenzione, sapevano che in qualche angolo della mente del papa tedesco sopravviveva la lucida possibilità, già espressa nel libro-intervista con Peter Seewald, delle dimissioni da pontefice, della rinuncia al ministero di vescovo di Roma. Ma il momento scelto (quasi per prendere tutti in contropiede), le modalità della sua comunicazione (quasi in una “normalità” ordinaria) e la distaccata lucidità delle sue parole («nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato») hanno sorpreso tutti, nessuno escluso. |
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