Eventi di rilievo
Eventi di rilievo
di Carlo Cefaloni Quale destino attende la “perla del Mediterraneo”? La stazione militare satellitare di Niscemi, oltre i dubbi sulla nocività per la salute, chiama in causa le scelte decisive sulla pace. Intervista al vescovo di Caltagirone, monsignor Calogero Peri. L’incontro con il vescovo di Caltagirone a Roma avviene durante i lavori della conferenza episcopale nell’Aula Nervi in Vaticano. La vicina piazza san Pietro è, come sempre, piena di persone esposte ad un ancora gradevole sole primaverile che sa di festa. Colpisce in monsignor Calogero Peri, padre cappuccino e teologo, la mitezza personale associata ad una francescana chiarezza di posizione su questioni concrete come la gestione dell’immigrazione e il Muos di Niscemi, che apre delicate questioni di politica internazionale affrontate nelle precedenti interviste a due generali, Mini e Camporini, che hanno ricoperto ruoli di massimo vertice nelle Forze armate italiane, maturando decisioni divergenti su temi decisivi di strategia militare e non solo. |
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In un angolo dello Stato più indifeso e più piccolo del mondo, con l'esercito meno equipaggiato del pianeta, delle voci ebree, cristiane e musulmane (quelle di Shimon Peres, Jorge Mario Bergoglio e Mahmoud Abbas, ai quali si è unito il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo), s'elevano inermi e modeste per invocare la fine delle ostilità in Medio Oriente.
Ma voi alla Chiesa cosa chiedete? Cosa potrebbe fare per voi? Cosa poteva fare e non ha fatto? In cosa ha mancato?». Comincia così, con queste domande dirette, il dialogo tra il vescovo di Oppido-Palmi, monsignor Francesco Milito e 70 detenuti di massima sicurezza del carcere di Palmi, tutti 416bis, detenuti per mafia. Incontro assolutamente inedito. E dialogo è stato davvero, per più di due ore. Con monsignor Milito anche una ventina di sacerdoti, il cappellano don Silvio Misiti, il presidente del tribunale di sorveglianza Vincenzo Pedone e il direttore del carcere Romolo Pani. Un penitenziario particolare quello di Palmi, negli anni ’70-80 supercarcere per i terroristi, oggi ospita 200 detenuti, 150 dei quali al 41bis, soprattutto ’ndrangheta. «Questo non è un convegno ma un dialogo con voi - insiste il vescovo -. Oggi vorremmo uscire col carcere dentro di noi». E i detenuti non stanno certo in silenzio. Sono molti nel piccolo teatro ad alzare la mano per porre domande. Educatamente, quasi timidamente.
Come portare al centro del mondo economico la persona e le sue motivazioni, la sua dignità, gli ideali, i sentimenti? Luigino Bruni e Alessandra Smerilli, autori de
Voltaggio (AL), 1 giugno 2014: sono stati presentati al pubblico, dopo un lungo intervento di restauro, tre dipinti facenti parte della ricca collezione d’arte esposta presso la Quadreria dei Cappuccini di Voltaggio.